Survive

Survive

2012 (Mannequin) | ambient, sci-fi, kraut

La band di Austin proviene da quella bolla sintetica che sta già da diverso tempo influenzando i nostri sogni (Neon Indian), molestando i nostri corpi nervosi (//TENSE//) e creando cortocircuiti psichedelici di strana mutazione (Sleep ° Over). Quartetto completamente devoto all'uso di sintetizzatori analogici, i Surivive ricuciono e portano avanti un discorso cerebrale dispersosi col tempo tra supernove e collassi gravitazionali, tra archivi di calcolatori a nastro e linguaggi binari. Un viaggio dai molteplici riflessi e costruzioni ottiche, che riesce a sublimarsi in forme ritmiche anche più dancey talvolta, raggiungendo un forma più densa e corporea.

Il lato A del disco (disponibile in vinile e digitale) si muove tra coordinate ambient, dal gusto cupo e riflessivo. Chiare influenze e spunti derivano dai Tangerine Dream più spaziali, dal Vangelis di "Blade Runner" e dal lavoro di Eduard Artemievo (Solaris); il tutto, però, si unisce in una trama pulsante che si muove vivida tra riflessione ("Deserted Skies", "To Light Alone I Bow"), energia mentale ("Floating Cube") e una muscolosità geometrica e poderosa nella sua essenzialità ("Hourglass"). Un minimalismo che dominerà e si svilupperà di più nella seconda faccia dell'opera.
Il trittico "Black Mollies"-"Scalar Wave"-"Shunting Yard" è uno specchio di rara intensità emotiva, mista a un opaco intimismo astratto: come un eterno allunaggio, una dolce alienazione verso l'infinito, perdiamo la cognizione del dettaglio per lasciarci sovrastare da una trama poderosa e senza fine.
Alla fine di "Shunting Yard", rimasti in una sospensione quasi malinconica, completiamo il nostro percorso con "Dirge". Retorica e lucente, rarefatta sublimazione di luce, si sviluppa in beat rallentati e dritti. Alcune distorsioni riecheggiano nello spazio profondo, mentre la gravità si disperde e l'oscurità soffoca e nichilizza tutto l'ambiente circostante.

"Survive" non è solo un disco d'esordio promettente (che segue un discreto 7" rilasciato dalla nostrana To Lose La Track) ma un prezioso esempio caleidoscopico di fusione di tante anime dell'hype sintetico che sta esondando da diversi scenari underground. Un immaginario spaziale,  riflessivo e ambizioso che si spera continui il proprio lavoro d'approfondimento tra le vestigia del kraut cosmico e della meccanica malinconica di certa minimal-synth-wave.



(28/05/2012)

  • Tracklist
  1. A1 Deserted Skies
  2. A2 Floating Cube
  3. A3 To Light Alone I Bow
  4. A4 Hourglass
  5. A5 Omniverse
  6. B1 Black Mollies
  7. B2 Scalar Wave
  8. B3 Shunting Yard
  9. B4 Dirge
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