Darcys

Aja

2012 (Arts & Crafts) | post-jazz-rock

Strano destino, quello dei Steely Dan. La carriera del gruppo americano è stata contrassegnata da un iniziale ostracismo della critica. L'elegante incontro tra il jazz e la canzone d'autore di Donald Fagen e Walter Becker era un vero affronto alla musica di quegli anni, ricca di impegno politico e sociale. Sprezzanti del flusso punk dell'epoca, i due newyorkesi snob assestarono un colpo basso con il loro capolavoro "Aja", un monolitico insieme di grandi composizioni e raffinate soluzioni strumentali.
Punto di partenza per una nuova attitudine al pop-rock, l'album degli Steely Dan ha conservato il suo fascino senza perdere lo status di cult-album, che di solito glorifica album poco fortunati commercialmente.

I canadesi Darcys, dopo un album di glorioso post-rock, affrontano la chimera della rilettura alternativa del celebre disco. Ancora una volta l'etichetta Arts & Crafts offre il download gratuito dell'album, mentre per gli appassionati c'è una raffinata edizione in vinile color rosso.
Senza rinunciare alla complessità strutturale delle canzoni, il gruppo affronta con tenacia il processo di destrutturazione degli elementi più pop per trascinarli verso un corposo post-rock dai toni cupi e psichedelici.
I Darcys non hanno ignorato la passione del gruppo per William Burroughs - il vibratore a vapore che ha dato loro il nome, gli insetti di "Katy Lied", l'erotismo di "Can't Buy A Thrill" e la miseria evocata in "Pretzel Logic" e "Royal Scam" sono segnali importanti della loro attitudine letteraria. Una forza visionaria e apocalittica di derivazione Burroughs che il gruppo canadese ostenta nella superba "Home At Last", dove la musica sconfina nel territorio dei Godspeed You Black Emperor e dei Mogwai, svelando aspetti poco noti del brano e assicurando un'intensa catarsi.
 
Non vengono nascoste le origini jazz delle canzoni: la rilettura di "Peg" è puro jazz-bop moderno, il ritmo trascende la forza originale del brano e diventa materia per un intrigante mix di voci e percussioni. Come i Flaming Lips, i Darcys non creano un tribute album ma divorano il corpo sonoro delle canzoni offrendo un menu sonoro inedito e gustoso. La title track "Aja" conserva sapori e ingredienti più genuini e simili alla ricetta originale con un coinvolgente e singolare assolo di piano e guitar noise che provoca più di un brivido. Chiave di volta di questa rilettura, il ricorso ad accordi dissonanti e sottotono, che si adagiano su groove ipnotici che coesistono accanto all'estetica originale. In quest'ottica, "Deacon Blues" offre molteplici spunti creativi.
Robusto e intrigante, "Black Cow" diventa un corpulento rock che introduce l'atmosfera greve che il trip percussivo sfronda con soluzioni inedite, e suona alquanto geniale il tocco gospel che trasmuta  le trame leggere del pop di "Josie" in un chamber-pop oscuro e imperscrutabile.
L'inevitabile confronto con il progetto originale può offrire il fianco a critiche e perplessità, ma sono attimi di stasi che vengono superati brillantemente con corpose strutture che realizzano un glorioso incrocio di nuovo e classico.

Un album ricco di punti di forza e attraversato da geniali soluzioni, che incrociano con la stessa intensità energia e vitalità, ritmo e armonia. Stupore e meraviglia si alternano durante questo nuovo ascolto di "Aja" nella versione post-rock dei Darcys, e la possibilità per tutti di incrociare gratuitamente questo splendido album lo rende ancor più vincente in queste prime pagine del 2012. Ancora più stimolante risulta l'attesa per il terzo capitolo della trilogia di cui l'album fa parte.

(02/02/2012)

  • Tracklist
  1. Black Cow
  2. Aja
  3. Deacon Blues
  4. Peg
  5. Home At Last
  6. I Got The News
  7. Josie
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