Dr. Dog

B-Room

2013 (Anti) | blues-pop, neo-psychedelia

In quasi tre lustri la band di Philadelphia ne ha fatte effettivamente tante di cose, da quella sorta di manifesto stilistico non troppo riuscito che era “Psychedelic Swamp” fino a “Be The Void” dello scorso anno, ma mai è riuscita propriamente a colpire e lasciare un segno concreto del proprio passaggio. Il suo folk-blues confusamente psichedelico e molto pop, anche in “B-Room” è del tutto lacunoso, sia in fase compositiva e in termini d’innovazione, sia in chiave più banalmente estetica. In quest’ottica non pare un caso il tour in compagnia dei Lumineers, altra band, però artisticamente giovanissima in compenso, che sembra non avere molto da suggerire alla scena folk, se non qualche melodia orecchiabile e alcuni pezzi da richiamare alla memoria sotto la doccia. Eppure i Dr. Dog sanno suonare divinamente e tutto sommato si sente e si avverte anche che ci mettono il cuore e s’intuisce che non ci sono mezzucci e sovraincisioni e non c’è troppo lavoro di post-produzione a togliere anima al sound. Sia nel cantato molto naturale sia nella resa delle chitarre si può captare tutto il sudore della stanza che ha ospitato le registrazioni di "B-Room".

Poi però ci sono brani in cui sembra primeggiare la necessità di rendere il tutto più retorico, con l’inserimento di sax e di una svariata strumentazione che non aggiunge nulla alla proposta e, anzi, fa venire meno anche quell’aura di spontaneità che pareva poter essere l’unico vero punto a favore del disco. Se dunque con “Shame, Shame” del 2010 la band della Pennsylvania pareva poter intraprendere una strada, se non proprio originale, quantomeno ambiziosa, eccola fare un bel passo indietro e ritrovarsi sommersa sotto una marea di note polverose, che somiglia a vecchi vinili di Beatles e Beach Boys o Bob Dylan e The Band (“Distant Light”) ma anche più recenti cd di Dan Auerbach (“Minding The Usher”).
Certo, non tutto è da buttare e quasi è impossibile non ammirare alcune ballate dal fascino vintage (“The Truth”) e struggente come la solitudine di un cowboy (“Too Weak To Ramble”) cosi come i passaggi più dinamici, giocosi, quasi in stile Arcade Fire (“Broken Heart”) e allo stesso modo figurano in evidente stato di grazia le due voci, Scott "Taxi" McMicken e Toby "Tables" Leaman.  Meno interessanti, invece, le canzoni più convenientemente e classicamente folk (“Phenomenon”) e quelle nelle quali, come accennato, è esasperato l’arrangiamento (“Long Way Down”, che oltre tutto sembra quasi rendere omaggio al Mungo Jerry di “In The Summertime”).

Nell’ultima parte, esclusa “Cockoo” che, soprattutto nelle sezioni vocali, prova a dare un senso di modernità, si scivola nella più totale apatia e nel vecchiume pleonastico, sia quando la band saggia la strada di una banale psichedelia di stampo britannico (“Twilight”), sia quando si gioca le carte di un blues-rock fresco nelle intenzioni, ma pesante, ridondante e neanche troppo trascinante nel risultato (“Rock’n Roll”).
Il tutto si chiude con qualche accenno soul e funky in “Love” che, se non altro, indovina una linea melodica per più di dieci secondi ed è l’unico brano che possa veramente dirsi apprezzabile, prima della deprimente last track (“Nellie”) che ribadisce quanto di male ci sia dentro questo “B-Room”.

L’ultimo ed ennesimo album trascurabile dei Dr. Dog ha due grossi difetti. Un odore di vecchio difficile da coprire, la qual cosa potrebbe anche essere superata se le canzoni fossero di una bellezza stravolgente, ma non lo sono. E poi le dodici tracce suonano come un pasticcio sonoro senza capo né coda, con riferimenti multipli, piazzati un po’ a caso, che non permettono al disco di essere apprezzato nella sua totalità cosi come nelle singole parti. L’unica cosa che lo renda meritevole di un ascolto è la parte vocale e l’esecuzione impeccabile, per il resto potete lasciar stare.

(21/11/2013)

  • Tracklist
  1. The Truth
  2. Broken Heart
  3. Minding The Usher
  4. Distant Light
  5. Phenomenon
  6. Too Weak To Ramble
  7. Long Way Down
  8. Cuckoo
  9. Twilight
  10. Rock & Roll
  11. Love
  12. Nellie




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