L’unico commento o profilo biografico che puoi avere la possibilità di leggere su Frank Joshua è nascosto tra le pagine delle recensioni degli utenti di Amazon: questo perché la musica è la sua passione e non il suo mestiere, trattandosi di un figlio della generazione web che affida le sue canzoni alle pagine di Amazon, Reverbnation, Soundcloud e Spotify.
Musica liquida, dunque, distribuita in due Ep pubblicati in formato digitale (anche se del primo “Easy Two” esistono alcune copie fisiche).
“Rain” e “Kiss”, tratte dal primo progetto del 2011, sono ormai due piccoli classici per i fan del pop inglese d’autore. Le gradevoli citazioni dei Prefab Sprout non attenuano il fascino delle sue canzoni: Joshua ha il buon gusto di non cedere ad armonie leziose ed elabora graziose atmosfere con i suoi arrangiamenti.
Il suo ultimo Ep “Easy Too” mette ancora più a fuoco il suo songwriting: le tinte jazz del delicato folk-pop “If I” evidenziano la maturità raggiunta dal musicista a due anni dal suo esordio, e senza dubbio tutti gli amanti di Paddy McAloon troveranno pane per i loro denti nell’attesa del mitico unreleased project “Red/Crimson”.
Se “Days Like These” smorza per un attimo gli entusiasmi alimentati dal primo brano, ci pensa “Free” a ripristinare l’entusiasmo per l’autore, una canzone solare in bilico tra il twee-pop dei Field Mice e le prime intuizioni dei Deacon Blue.
“What Price A Smile” amplifica le suggestioni che rimandano ai primi Prefab Sprout con un arrangiamento elettronico che omaggia Thomas Dolby e il pop inglese più nobile, e mentre il brano scivola dal romanticismo all’eurodisco, si ha la piacevole sensazione di aver annullato anni di revisionismo sonoro e ideologico che hanno modificato e travisato le prime motivazioni della rivoluzione indie-pop.
Frank Joshua non è forse il nuovo Paddy McAloon, ma la sua musica ha la giusta dose di ingenuità e buon gusto che ha sempre differenziato il miglior pop dalle sue contaminazioni mainstream. Se anche “Easy Too” e il suo precedessore non avranno un seguito all’altezza delle premesse, resterà comunque la piacevole sensazione di aver almeno per una volta assaggiato dei sapori che credevamo perduti.
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26/07/2013