John Lemke

People Do

2013 (Denovali) | chill-dub, modern classical

Dopo una serie di conferme dal valore qualitativo elevatissimo (Terminal Sound System, Witxes, Sankt Otten e soprattutto AUN, quattro dei dischi migliori dell'anno), Denovali arriva al giro di boa dell'anno in corso arricchendo il suo già vasto e variegatissimo catalogo di un nome nuovo di zecca. Lo scozzese John Lemke approda come debuttante presso la label tedesca, con alle spalle esclusivamente l'extended play “Walizka”, rilasciato in solo formato digitale qualche mese fa e passato a dirla tutta piuttosto inosservato al cospetto di una sfilza di produzioni eccelse uscite nel medesimo periodo.

La sua musica è tutto fuorché facile da descrivere o definire: una forma di ambient (di ciò si tratta a conti fatti) soffusa e ipnotica, iniettata in un telaio di matrice dub e non estranea ad ammiccamenti di stampo jazzy, né a un'impostazione modern classical.
La formula non è distante da una sorta di chill-out raffinata per ambienti colti, decisamente più adatta a un museo d'arte contemporanea che al pre-serata di un locale notturno, ma il maggior pregio e allo stesso tempo principale difetto di questo “People Do” sta nella moltitudine di atmosfere affrontate di brano in brano.

Succede dunque che ad aprire le danze sia una doppietta in tempi dispari dal torpore accennato: “End Of Endless” passeggia nel cosmo spinta da un ritmo docile e da distese di tastiere, “Shatterbox” replica ammiccando guidata dal sassofono. Di una pasta simile è “Ivory Nights”, che ricorda certi lavori dei Novanta di Harold Budd (“Glyph” con Hector Zazou su tutti), mentre i saltelli dub-house di “Illuminations” e la colata elettro-acustica di “The Air Between” premono sull'acceleratore sfiorando i territori di certa elettronica del Sol Levante (Mergrim e Ametsub). L'abbraccio più caldo arriva dagli episodi più quieti, come la pura ambient pianistica di “Dorothea I”, la corrente alterna della paradisiaca e conclusiva “When We Could” e il passaggio modern classical di “Dorothea II”.

“People Do” lancia John Lemke come uno dei possibili nuovi portabandiera del catalogo Denovali, grazie a una proposta decisamente originale e per certi versi inedita. Il disco paga nel complesso una certa mancanza di compattezza – pare più una raccolta di brani singoli che un insieme in cui essi interagiscano – e, con tutta probabilità, la voglia del suo autore di coniugarvi tutte o quasi le possibili angolature del suo stile, più una produzione forse troppo di stampo "accademico". Impresa difficile quando non impossibile che finisce con il togliere all'album la possibilità di raggiungere un'eccellenza altresì meritata, appuntamento che potrebbe essere comunque solo rinviato al suo successore.

(30/07/2013)

  • Tracklist
  1. End Of Endless
  2. Shatterbox
  3. The Air Between
  4. Dorothea I
  5. Ivory Nights
  6. Illuminations
  7. Nolands
  8. Dorothea II
  9. When We Would
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