Motohiro Hata

Signed Pop

2013 (Ariola) | songwriter, j-pop, pop-soul

Lo aspettavamo al varco, il nuovo full-length del più interessante e stimato cantautore contemporaneo del Sol Levante, Motohiro Hata. D'altronde, il breve Ep uscito lo scorso anno, per quanto succoso e non privo di compiutezza, sia formale che di contenuto, lasciava comunque un vago sapore di anteprima, di annuncio a qualcosa di ben più grosso ancora da arrivare. Presosi il tempo necessario (compatibilmente con le richieste pressanti di un'industria cannibale come quella nipponica) e con un occhio ben più attento del solito all'attualità j-pop, il trentaduenne di Yokohama, oramai musicista tutt'altro che alle prime armi, ancora non si siede sugli allori e mostra di avere sufficiente grinta per mettersi ancora in gioco, pur nell'alveo di uno stile rodatissimo e perfettamente riconoscibile.

Prende così il via “Signed Pop”, quarto lavoro sulla lunga distanza del songwriter e chitarrista, e album a cui si addice pienamente il titolo prescelto, più per il secondo termine che per l'epiteto che lo accompagna. Se comunque pure i precedenti dischi erano pieni di ritornelli accattivanti e melodie  belle frizzanti, adesso la conversione al pop può dirsi compiuta: le poche concessioni acustiche-folkeggianti, una più decisa scorza rock ad emergere in molte delle scelte d'arrangiamento, e una ventata di novità che non guasta mai, introducono infatti a una diversa stagione per l'emotivo autore giapponese, che non mancherà (si spera) di confermarne l'assoluta statura autoriale.

Se ancora manca la falcata risolutiva, la scioltezza espressiva di chi ha ben assimilato la nuova lezione, c'è da dire che comunque Hata sa ricorrere alle sue più recenti passioni senza particolari impacci, in una mediazione tra differenti impulsi creativi. Accanto alle accorate torch songs da sempre suo marchio di fabbrica (“Hello To You”, “Hatsukoi”, “Dear Mr. Tomorrow”), e a briosi motivi che tirano fuori il lato più sbarazzino e solare del suo intenso melodiare (“FaFaFa”, “Tsuzuru”), a conferire freschezza al disco è una frizzante vena soul, che lo pone nella scia di tante colleghe dedite al recupero massiccio di sonorità da anni dimenticate (dalla Superfly di “Mind Travel” a Fuyumi Abe ecc.).

Lo smalto non è lo stesso dell'ultima prova della Sasagawa (laddove quest'ultima ha deciso di assecondare simili pulsioni), tuttavia, nei vari brani in cui appare, il suo apporto è tutt'altro che da sottovalutare. Dalle cadenze quasi funk di “Jigazou”, con tanto di eccellente lavorio ritmico di percussioni, alle tenere, sfumate armonie di “Genjitsu Wa Shousetsu Yorikinari” e “May”, il Nostro, senza superflue magniloquenze, dà prova di saper sfoderare anche la carta di un eros, delicato e sfuggente al tempo stesso, decantato con la morbida discrezione del più schivo dei cantastorie.

Anche al prezzo di qualche lieve lungaggine, la sensibile, umile, penna di Motohiro Hata è tutt'altro che a corto d'inchiostro. Chissà adesso a quale nuova storia starà lavorando....

P.S. L'edizione limitata del disco include un secondo breve cd, contenente le varie collaborazioni del musicista nel corso degli anni.

(13/04/2013)

  • Tracklist
  1. Hello To You
  2. Goodbye Isaac
  3. Girl
  4. Hatsukoi
  5. Genjitsu Wa Shousetsu Yorikinari
  6. Hitonatsu No Keiken
  7. May
  8. FaFaFa
  9. End Roll
  10. Jigazou
  11. Minazuki
  12. Dear Mr. Tomorrow
  13. Tsuzuru


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