Mi sono chiesto spesso durante l’ascolto di “Book Of Souls: Folio A” dei Secret Chiefs 3 se la definizione di "free-prog visionario" potesse calzare alla loro affascinante carriera di destabilizzatori delle convenzioni comuni sulla musica moderna.
La descrizione che Sgrignoli forgiò nel 2008 di “gorgone world/surf/jungle/va'asaperchealtro” resta la più idonea a suggerire all’incauto ascoltatore un possibile approccio critico alla band capitanata da Trey Spruance, già chitarrista di Mr. Bungle e Faith No More, anche se quando arrivano le note di “La Chanson De Jacky” (il classico di Jacques Brel) il sospetto che sia un inganno e una beffa è più che giustificabile, ma anche oltremodo piacevole e intrigante.
I Secret Chiefs 3 sono in verità una delle realtà meno note di quel piccolo universo di musicisti creativi, capaci con intelligenza e gusto di elaborare strategie sonore eccitanti; il loro mix di deontologia klezmer alla John Zorn, musica indiana, Ennio Morricone, orchestrazioni alla Frank Zappa, metal, techno e teatralità apocalittica riesce a dare energia e identità anche alle loro performance meno riuscite.
“Book Of Souls: Folio A” è un album che racchiude sketch sonori che allineano la loro schizofrenia, miscelando abilmente metal e klezmer (“Balance Of The 19” e “Tistrya”), raccogliendo briciole di film horror (“Personae: Halloween”) e brevi interludi, che tendono a sottolineare le sei tracce più lunghe e composite.
Sempre perfetto e abilmente arrangiato e composto, l’album manca però di quel tocco di genialità che dopo tanti anni possa elevare il loro cult-status. il loro magma sonoro è comunque una delle esperienze più corroboranti che possiate incrociare, e il loro capolavoro è solo rimandato.