Wakusei Abnormal

Nandemonai Kyouki

2013 (Redrec) | art-rock, prog-pop

I fatti stanno lì a dimostrarlo: una nuova generazione di musicisti giapponesi sta emergendo e reclamando il proprio spazio a spintoni, desiderosa di spazzar via il vecchiume che la sommerge. Detta così sembra la fiera dell'ovvietà, ma all'affermazione manca un dettaglio non trascurabile, e cioè che questi talenti emergenti, cresciuti assieme al suggello definitivo del j-pop tutto (“Karuki Zamen Kuri No Hana” di Ringo Shiina) e a quanto ad esso è conseguito, ne stanno propagando il culto, sulla scia di riletture personalissime e di un'attitudine arty che spezza la monotonia di un'intera scena abbondantemente caduta nel baratro.
Accennammo già alla questione in merito alla dirompente Yasuha Kominami (adesso fresca di primo album sulla lunga distanza), a maggior ragione occorre ribadirlo per le Wakusei Abnormal, che tra le discepole della Mela di Fukuoka forse sono quelle che ne hanno intuito al meglio la lezione, specialmente nella sua reincarnazione bandistica. Indubbiamente innamorate dell'incandescente art-jazz-pop-rock dei Tokyo Jihen, e decise a proseguire su quella strada improvvisamente interrotta dalla frontwoman, Alex Taneko e Tena Ondine (questi i nom de plume delle due strampalate compari) irrompono senza preavviso sul palcoscenico, disposte a tutto, fuorché a scendere a compromessi. Noi, da parte nostra, non sapremmo chiedere di meglio.

A metà tra rabbioso istinto garage/punk (vocalmente parlando le due riescono quasi a far impallidire mostri sacri quali le Afrirampo) e granitica scorza prog (d'altronde, con padri elettivi del genere....) le due signorine, con un fiuto e un'attitudine compositiva tra le più incendiarie in circolazione, in neanche venticinque minuti di mini-album sventagliano un campionario di soluzioni e accorgimenti che valgono la carriera di parecchi tra i veterani della scena j-rock. Nei due minuti e rotti di “Nusutto”, traccia d'apertura, la corsa su questo doppio binario si fa evidente, portando il duo a cambiare assetto melodico per ben tre volte, tra incessanti sterzate e controtempi, e una batteria che apre varchi verso il jazz; il tutto, condito da urla e schiamazzi che sembrano quasi voler far piazza pulita di quanto c'è di interessante al di sotto.

Ma è proprio nel non oltrepassare mai la soglia di questo crinale, nel non cedere in alcun modo alla caciara gratuita, che le Wakusei Abnormal risultano così affascinanti: sotto il fraseggio vocale incendiario e debordante di Alex e Tena (che talvolta uniscono gli sforzi in duetti grintosi, vedasi “Inu”, il pezzo più Nineties del lotto), comunque anche discrete interpreti, emerge il profilo di due compositrici coi fiocchi, di intuizioni armoniche tra le più interessanti da tempo. Ci vuole anche una buona dose di sfrontatezza e coraggio, per spezzare il ritmo forsennato di “Tsukiyo Kaisuiyoku” e infilarci un motivo pianistico, prima di riprendere col tema principale come niente fosse. Allo stesso modo, la frenetica psichedelia jazzata di “Kamisama Gokko”, retta da un senso della metrica totalmente scombinato, finisce per stemperarsi in una lunga coda per basso e percussioni, con la voce a fare un po' quanto le pare e piace. Mica male, per delle autentiche esordienti.

In conclusione, se “Nandemonai Kyouki” è un semplice biglietto da visita, un'introduzione a quello può attenderci in futuro (nemmeno troppo remoto, tant'è che a ottobre uscirà un secondo mini-album), le speranze di trovarsi di fronte a due gemme splendenti del rock giapponese sono molto alte. Se continueranno a lavorare su questo sottilissimo spartiacque, non ci sarà di che temere.

(25/09/2013)

  • Tracklist
  1. Nusutto
  2. Furare Uta
  3. Tsukiyo Kaisuiyoku
  4. Inu
  5. Kamisama Gokko
  6. Tensei
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