Uscita un po’ in ombra, questa dei Yellowbirds di Sam Cohen, già nei Sunshine Apollo. Ma questo
side project sta prendendo forma, sulla scorta di una sensibilità di delicato pop psichedelico, che la finale “What’s Out There” dipinge finemente, col suo peregrinare cosmico
Harrison-iano e il suo gusto un po’ retrò.
La riproposizione del pop anni 60 di “Songs From The Vanished Frontier”, con tanto di sparute citazioni Beatles-iane (“For Girls Who Love To Sing”), ricorda quello fatto dai Papercuts coi
Beach Boys in “
Fading Parade”: è un viaggio intergalattico dipinto con gli acquerelli (“Stop Tonight” sembra composta da un
Lekman palombaro).
Si sviluppa così una sorta di fiaba metafisica, dagli spunti pur non inediti, come nel motivetto
Woods-iano di “Julian” e la più
Byrds-iana “Young Men Of Promise”, ma sempre evocativi e vari. Buon disco, da custodire.