Alexander Turnquist - Flying Fantasy

2014 (Western Vinyl)
chamber folk, fingerpicking
Con una discografia costantemente baciata dall’ispirazione, Alexander Turnquist non necessita di una conferma del suo talento: infatti “Flying Fantasy” non è semplicemente l’ennesimo capitolo della sua escursione in quella terra di mezzo tra l’ipnosi elettronica di Terry Riley e la sognante fluidità di John Fahey e Alex De Grassi che ha tratteggiato i suoi sette album, ma un lavoro vibrante e intenso come un esordio.
Prima un’operazione alla mano sinistra e poi un violento attacco di meningite hanno rimesso in discussione tutta la realtà personale e artistica del ventisettenne chitarrista dell’Idaho. Ricominciare deve essere stata dura, ma soprattutto lo è stato rielaborare la propria esperienza personale in meno di quaranta minuti di musica, senza crollare in quell’auto-indulgenza tipica del fingerpicking: quello che invece fuoriesce da “Flying Fantasy” è una forza comunicativa che, pur non mancando mai nella sua musica, qui assume dei tratti più decisi.

Non è solo l’apporto di altri strumenti come il piano, i fiati e il violoncello, quello che dona nuove sfumature alla musica di Turnquist. D’altronde aveva già conosciuto la contaminazione del chamber–pop nel suo prezioso album “As The Twilight Crane Dreams In Color”: il segreto sta proprio nel rapporto più emotivo di Alexander con la sua chitarra a dodici corde.
È come se due vecchi amici si fossero rincontrati e avessero cominciato a ricordare i vecchi tempi: Alexander ha ripreso in mano la sua vecchia compagna, ritessendo un magico rapporto simbiotico, ma questa volta si è lasciato andare, tralasciando gli eccessi di virtuosismo e dando spazi più ampi a suggestioni di folk cameristico e a una maggiore forza descrittiva dell’insieme.

Non c’è bisogno di attendere, per trovare la chiave di lettura di “Flying Fantasy”: le note iniziali di “House Of Insomniac” mettono subito in luce la tecnica superlativa del chitarrista, per poi aprirsi a fantasiose variazioni armoniche e piacevoli incursioni di fiati, vibrafono, violoncello e voci, che si muovono all’unisono con sonorità cristalline. Ancor più deciso e suggestivo l’apporto dei fiati in “Red Carousel”, un brano surreale e oscuro come i racconti di Ray Bradbury a cui è ispirato, mentre in “Flying Fantasy” Turnquist varca i confini del minimalismo a dodici corde con suoni austeri e landcape elettronici appena percepibili.
“Finding The Butterfly” e “Wildflower” sono invece il manifesto più lampante della leggiadria e della dolcezza del nuovo percorso artistico del musicista: la fragilità che accompagna le sempre splendide evoluzioni armoniche della sua chitarra è la stessa fragilità della vita, che Alexander ha visto per un attimo volar via, e che nella splendida “Cloud Slicing” riagguanta con dolcezza e con una semplicità che potrà far pensar a molti che “Flying Fantasy” sia il suo album migliore.

Tracklist

  1. House of Insomniacs
  2. Finding the Butterfly 
  3. Wildflower 
  4. Red Carousel 
  5. Flying Fantasy 
  6. Cloud Slicing


Alexander Turnquist sul web