Jeremiah Cymerman

Real Scars

2014 (MNÓAD) | experimental jazz

Dopo la sorprendente prova di “Sky Burial”, il newyorkese Cymerman chiudeva il 2013 rilasciando un non proprio memorabile “The Clear Light Of Void”, consistente in un’unica traccia di tre quarti d’ora per tape loop. Questo “Real Scars”, invece, ritorna in pieno territorio jazz-sperimentale, riconsegnandoci un artista in perfetta solitudine, armato solo di un clarinetto, di un amplificatore e di qualche aggeggino elettronico.

In “Old Wounds” lo ascoltiamo, dunque, imbastire un affresco per nebulose galattiche, bordoni minacciosi e improvvise distese di calma apparente, equilibrando il clarinetto tra ghirigori brucianti e pennellate contemplative. “Deep Cuts”, invece, accentua il versante timbrico della sua ricerca, estorcendo allo strumento un po’ di tutto, dai suoni granulari a quelli pseudo-acquatici, dalle scie metalliche a quelle siderali, in tutto questo, ovviamente, aiutato dal filtro dell’elettronica, che altera anche le dinamiche, aggiungendo altre dosi di fascino all’operazione.

Per la conclusiva “Family Of Origin”, infine, tornano utili i paralleli con i dischi solisti di Anthony Braxton, un sicuro punto di riferimento per questi sette minuti di scandagli psichici, sulle tracce di note che sembrano vacillare nel vuoto e nel buio come la fiamma di una candela smorzata da una leggera brezza.

(12/03/2014)

  • Tracklist
  1. Old Wounds
  2. Deep Cuts
  3. Family of Origin
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