Julie Byrne

Rooms With Walls And Windows

2014 (Orindal) | psych-folk

Gentilezza: sarà forse un termine abusato, un concetto fin troppo ricorrente nella descrizione di calde ugole femminili rannicchiate sopra la loro chitarra, oppure nascoste dietro la coda di un pianoforte, in balia di mille pensieri. Eppure, è difficile prescinderne, volendo pure immotivato, qualora si riveli sia proprio questa l'essenza alla base di una data visione artistica. Si prenda Julie Byrne, ad esempio: sì, si potrebbero tirare fuori tanti epiteti, sottolineare la pacatezza, il tepore schivo e allo stesso tempo accogliente della sua proposta, ma non si fa altro che girare attorno all'idea, rimandare in continuazione a un campo semantico ben definito nei contorni e nel significato.
C'è ben poco da sorprendersi quindi se Jordan Lee, la cui penna è forse la più dolce e affabile degli ultimi anni, abbia voluto la girovaga di Buffalo (ma di stanza adesso a Seattle, dopo varie vicissitudini e “vagabondaggi”) ad apertura dei concerti dei suoi Mutual Benefit. Andando oltre le rispettive divergenze e affinità estetiche, è lo stesso identico luogo dell'anima, quella delicatezza propria delle piccole cose, a ispirare entrambi i musicisti, a rendere se non grande, quantomeno interessante una visita dalle loro parti. E nel caso della Byrne, siamo ancora all'inizio.

Incluse in due introvabili cassette rispettivamente del 2012 e del 2013, ma adesso rimasterizzate e ristampate in vinile grazie al prezioso contributo della Orindal, le tracce di “Rooms With Walls And Windows”, registrate dal vivo dalle parti di Chicago e piene di piccoli accorgimenti atti a conferire loro una qualità quasi ambient, azzerano del tutto il brio strumentale di un “Love's Crushing Diamond” e mettono invece a nudo la sensibilità iper-minimale della Byrne, austera, quasi sacrale nel suo flebile salmodiare. Su pochissime note di chitarra, e con evanescenti tocchi di synth nei due strumentali (posti strategicamente a metà e a fine disco), l'autrice, senza mai avvertire la necessità di alzare la voce, macina ossute trame folk memori di una Grouper (ma con un candore che quest'ultima può solo immaginare) a traiettorie liriche più caratteristiche, soffusi racconti dalle parti di una Ichiko Aoba appena turbata.

Più che dalla scrittura, appena abbozzata nel migliore dei casi (“Attached To Us Like Butcher Wrap”  e il suo andamento ciondolante, “Keep On Raging”), è dalle sue atmosfere, che l'intero album trae forza. Una forza senz'altro ancora relativa, incapace di tramutarsi in un'espressività realmente compiuta: sul piano della mera suggestione, la cantautrice sfrutta comunque al meglio il timbro sommesso, il taglio asciutto delle proprie interpretazioni, nell'ideazione di un ciclo di mantra al confine tra spartana psichedelia e malcelato onirismo, di tremule confessioni in cui il fragile sussurrare riproduce attimi di autentico rapimento (il raccoglimento domestico di “Marmalade” il passaggio più convincente).

Consigliato ai più irriducibili amanti di trasognate carezze in punta di plettro.

(07/02/2014)

  • Tracklist
  1. Wisdom Teeth Song
  2. Young Wife
  3. Attached To Us Like Butcher Wrap
  4. Holiday
  5. Butter Lamb
  6. Piano Music
  7. Prism Song
  8. Marmalade
  9. Vertical Ray
  10. Emeralds
  11. Keep On Raging
  12. Piano Music For Lucy
Julie Byrne su OndaRock
Recensioni

JULIE BYRNE

Not Even Happiness

(2017 - Ba Da Bing)
La cantautrice americana si presenta al pubblico con eleganza ma senza sobbalzi

News
Julie Byrne on web