KATY B - Little Red

2014 (Rinse/columbia/sony)
chill-out, dance, post-dubstep
Talvolta basta un singolo: “Crying For No Reason” al momento è in fissa nel mio stereo. Sarà l’atmosfera anni 90, il ritornello strappalacrime, o quelle tastiere in ebollizione messe a chiudere il tutto, ma è il pezzo più bello che ho ascoltato negli ultimi mesi. La curiosità per il nuovo album è partita tutta da lì.
Non che Katy B fosse un’estranea: “On A Mission” (2011) fu tra i nominati al Mercury Prize, grazie al costante passaggio di un singolo come “Lights On“. Riascoltato oggi, però, riconferma pregi e difetti: ottima produzione (tra le migliori del periodo) e qualche bel pezzo, ma anche vaga mancanza di nerbo in fase di scrittura, unita a una voce certo carina ma davvero poco d’impatto. L’Ep d’antipasto “Danger” (2012) non aveva cambiato troppo le carte, ma era stato comunque in grado di mostrare un’ulteriore evoluzione nel suono e donare un bel pezzo come “Aaliyah”, in coppia con Jessie Ware (adesso incluso nel nuovo album).

“Little Red” si ripresenta con un ibrido tra dance, post-dubstep e r&b che picchia sodo nelle casse, ma sa anche essere d’atmosfera e donare stralci chillout. La vocalità di Katy B è visibilmente maturata e impugna le redini per dirigere il coro. Melodie ostentatamente ripetitive di scuola Moloko (“I Like You”), i tocchi di synth vagamente radioheadiani su “Sapphire Blue”, o una stranamente confessionale “Emotions” sono brani che lasciano ben più di un semplice retrogusto. A tratti appare lo spettro di Rihanna, o un ritornello capace di ricordare persino Moby (“Still”).
Il cruccio, semmai, è che non tutti i pezzi possiedono la giusta grinta e l’altro singolo “5 AM” è indubbiamente meno incisivo (ma se dovesse estrarne un terzo, io punterei su un bel party anthem come “Next Thing”).
 
C’è ancora qualche momento anonimo di troppo su “Little Red”, e se non si è già mezzi brilli in pista, l’attenzione può farsi discontinua. Ma per un disco dance lo scopo non è quello; guardiamolo piuttosto come l’ideale colonna sonora di una serata a strascico per i locali, le canzoni sottolineano un climax particolarmente eccitante, fanno flirtare liberamente al bancone del bar, ci accompagnano nel ritorno a casa alle prime luci dell’alba e aiutano pure a mantenere l’atmosfera “giusta” per smaltire il mal di testa del giorno dopo.

Curiosamente, sin dal 2011 diverse testate mondiali sottolineano un tema ricorrente nel lavoro di Katy B: la ragazza è una vera figlia della club culture e il suo modo di porsi è indubbiamente genuino. Autrice di tutti i suoi brani, e con le mani in pasta in produzione e missaggio, è lontana anni luce dall’essere un semplice “prodotto” in mano a una major. Katy B in discoteca s’è fatta le sue brave serate, si è innamorata, si è divertita, e probabilmente s’è anche presa con qualche stronzetta che ha tentato di rubarle il fidanzato. La sua arte sta tutta nel saper riversare questa passione in musica. E tanto ci basti.

12/02/2014

Tracklist

  1. 1. Next Thing
  2. 2. 5 AM
  3. 3. Aaliyah (feat Jessie Ware)
  4. 4. Crying For No Reason
  5. 5. I Like You
  6. 6. All My Lovin
  7. 7. Tumbling Down
  8. 8. Everything
  9. 9. Play (feat Sampha)
  10. 10. Sapphire Blue
  11. 11. Emotions
  12. 12. Still
  13. 13. Blue Eyes*
  14. 14. Stay Down*
  15. 15. Hot Like Fire*
  16. 16. Wicked Love*
  17. 17. Sky's The Limit*
  18. 18. *Versione deluxe