Thee Elephant

Thee Elephant

2014 (Ivory / Gas Vintage) | psych-rock

Thee Elephant è il nuovo side project di Dola J. Chaplin, un folksinger fuori dagli schemi che ama lasciarsi contaminare dalle influenze più disparate. Durante i frequenti spostamenti promozionali, la sua strada si è incrociata con quella di altri musicisti che ora compongono una sorta di supergruppo della scena indipendente italiana.
Dentro ci sono il bassista Milo Scaglioni, già con i Jennifer Gentle e nella backing band del Roberto Dell’Era solista, più Sante Rutigliano e Simone Prudenzano, collaboratori fissi del cantautore salentino Oh Petroleum. Nella band si registra anche la presenza part-time di Matteo Scannicchio degli Operaja Criminale.

Per tutto il 2013 i cinque musicisti hanno lavorato sodo alle dieci tracce che compongono il brillante esordio discografico. Dopo le prime apparizioni live, ancora sotto il nome di Chaplin, si è reso necessario il cambio di ragione sociale: era evidente quanto la direzione musicale stesse volgendo verso percorsi sempre meno folk e sempre più marcatamente acid-rock.
La proposta dai Thee Elephant nasce dalla personale rielaborazione di quegli stilemi che caratterizzarono le fondamenta del rock psichedelico di fine anni 60, attraverso la ricerca di un suono vintage e graffiante, ricostruito grazie a un attento lavoro quasi filologico, non troppo distante da quello realizzato dai Calibro 35 per ricreare le atmosfere del genere poliziottesco anni 70.

Definire “garage-psichedelico”  il contenuto di “Thee Elephant” è comunque limitante: il materiale che lo compone spazia fra diversi stati umorali. Le melodie sono orecchiabili e inguaribilmente sixties sin dalle prime note dell’iniziale “In Love Again”. Non mancano né gli anthem da live set (“Hole In The Road”), né alcuni elementi più sbarazzini (“That’s Beyond The Pale”), né tantomeno le intense ballad da mattonella (“I’m A Loser”).
Ma i ragazzi non hanno paura di sperimentare, come ben dimostrano nella chiusura di “Orphans”, un tripudio di coretti psych e chitarre tremolanti. Seminano anche qualche reminescenza barrettiana (“Go To Spain”), ma sono i pezzi più stranianti e strutturati (come “Here For You”, prima caratterizzata da un cantato quasi disperato, poi aperta verso mirabili voli chitarristici) a fornire il vero valore aggiunto all’album.

Fra l’altro “Thee Elephant” è un disco che viene pubblicato con grande tempismo, visto il successo di critica e pubblico riscosso recentemente dall’esordio dei Temples, che grosso modo guardano alla medesima epoca musicale, pur con caratteristiche parzialmente differenti.
Dopo i Giuda, un altro esempio di buona musica italiana da esportazione.

(24/03/2014)

  • Tracklist
  1. In Love Again
  2. The Fool
  3. Orpheus
  4. Hole In The Road
  5. I’m A Loser
  6. That’s Beyond The Pale
  7. Go To Spain
  8. Here For You
  9. Home
  10. Summerwind
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