Tycho

Awake

2014 (Ghostly) | electronic soundscapes

Il quarto progetto discografico di Scott Hansen (aka Tycho) offre una moltitudine di approcci che riescono solo in parte a definire la complessa figura artistica del fotografo, designer e musicista americano. “Awake” è il risultato di una ricerca che si sviluppa su più fronti e rischia a volte di cedere alle lusinghe dell’autocompiacimento.
Raffinate soluzioni di design dello stesso Hansen accompagnano l’album, con sfumature di colori autunnali che anticipano il tono meditativo e contemplativo di suggestive escursioni elettroniche, in bilico tra le edificazioni sonore di Brian Eno per gli U2 era-“The Joshua  Tree” e le fughe psichedeliche dei Boards of Canada, senza dimenticare le intuizioni più ottimistiche di Moby.

“Awake” è il passo definitivo del musicista verso un suono più corposo e vivido. Il quarto album del progetto Tycho è il primo con una vera e propria band e con una scrittura meno legata ai landscape sonori suggeriti dalla sua arte grafica e dalla sua passione per la fotografia, il risultato è ambient music dai caratteri decisi e dalla scrittura solida.
Non mancano episodi meno convincenti come “Montana”, dove i musicisti indugiano in soluzioni post-rock troppo prevedibili, e anche le suggestioni dance di “L” restano in attesa di fluire verso qualche spunto liberatorio che eviti il grigiore della musica di sottofondo. Sempre elegante e mai sopra le righe, la musica del lavoro offre anche inattese fonti di piacere, come l’enigmatico incrocio di ritmi e melodie di “Dye” che le chitarre trascinano verso una trance beat-psych elettronica di raro fascino.

Non è l’unico segnale di vitalità dell’album, anzi in “See” la band, pur indugiando nelle stesse atmosfere e in una identica struttura evolutiva, riesce abilmente a elaborare aperture liriche che fanno sperare in più rosei sviluppi futuri. L’equilibrio della loro musica resta sempre amabile e riesce a farsi perdonare l’eccesso di malinconia e claustrofobia sonora di alcune tracce.
Per una “Apogee” priva di nerbo ecco in compenso una sferzante “Spectre”, dove le variabili liriche diventano più cospicue e tratteggiano con forza la stessa cromatura della splendida copertina, che resta il vero punto di partenza per un piacevole approccio al nuovo album dell’artista di San Francisco.

(21/05/2014)

  • Tracklist
  1. Awake
  2. Montana
  3. L
  4. Dye
  5. See
  6. Apogee
  7. Spectre
  8. Plains


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