Agent Side Grinder

Alkimia

2015 (Progress) | synth-pop, post-punk

“Alkimia” è un album che si inquadra in un anno particolarmente fortunato per il post-punk, con molte conferme, tra le quali The Soft Moon, Motorama, il ritorno degli Erase Errata e adesso questi Agent Side Grinder, che contribuiscono in maniera felice all'evoluzione moderna del genere. Smussando certe spigolature, curando a fondo la produzione del suono, che risulta pulito, corposo e variegato, e puntando infine sulla melodia e la costruzione di canzoni altamente riconoscibili, i Nostri puntano tutto su questo nuovo album e riescono a far saltare il banco di netto.

Siamo infatti di fronte a un prodotto altamente maturo che è conseguenza diretta di un discorso lucido. Partiti come progetto solista elettronico ma con notevoli affinità tanto con certa musica industriale quanto con il post-punk, gli Agent Side Grinder sono diventati una formazione completa di cinque elementi che adesso sa forgiare quaranta minuti senza cali di ascolto, con un sound apparentemente semplice ma forte di tutta l’esperienza passata. Non c’è un solo momento di noia o di ripetizione, e le melodie giocano la parte del leone, come si nota ad esempio negli iniziali agganci di canzone, formati da formidabili linee di basso. Senza svilire il proprio corredo genetico più aggressivo, la formazione muta lentamente ma senza leziosità o sdolcinatezze, senza perdere la forza nei ritornelli e usando ancora suoni fuori dal comune territorio pop, un po’ come fecero i Depeche Mode quando fecero ricorso a campionamenti metallici paragonabili a quelli degli Einstürzende Neubaten, creando così una nuova “musica per le masse”.

Abbiamo quindi un ampio parco di canzoni dove nulla è fuori luogo e ognuna ha la propria personalità. Come non applaudire l’irresistibile stratificazione ritmica del brano d’apertura “Into The Wild”, poi riecheggiata in “For The Young”, una danza di gioiosi manichini apocalittici? Ci sono poi i richiami ai Depeche Mode di – appunto - “Music For The Masses” e “Construction Time Again” in “New Dance” e “For The Young” , il romanticismo new wave di “Giants Fall” e soprattutto di “This Is Us”, struggente singolo che rimarrà nel cuore dopo il primo ascolto, che fa da contraltare al languore esistenziale di “Void”, desertica e lenta (paragonabile a una moderna “Black Celebration”). Mentre il lato antico del gruppo si esprime nella martellante aggressività di “Hexagon” (che si avvicina più alle loro esibizioni dal vivo, dove fanno sfoggio di una maggiore energia rispetto ai dischi), che accelera il battito.
In chiusura, il malinconico duetto di “Last Rites”, elevato da aperture di synth quasi cosmiche, dimostra che la band sa esprimere qualcosa di più del semplice intrattenimento.

La miscela, insomma, è pressoché perfetta, costruisce un disco veramente per tutti, pensato per un grande pubblico ma nello stesso momento particolarmente raffinato nella scelta dei suoni e nel bilanciamento tra i vari elementi (rock ed elettronica, energia e rilassamento). Un vero gioiello per il genere.

(14/05/2015)

  • Tracklist
  1. Into The Wild
  2. New Dance
  3. Giants Fall
  4. Void (The Winning Hand)
  5. For The Young
  6. Hexagon
  7. This Is Us
  8. Last Rites
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