Bachi da Pietra

Necroide

2015 (La Tempesta / Wallace / Tannen) | metal, alt-rock

Il doloroso blues minimale che caratterizzava gli esordi dei Bachi da Pietra è oramai soltanto un lontano ricordo: il duo composto da Giovanni Succi e Bruno Dorella è uscito dal sottosuolo, si è liberato di larve, terriccio, fossili e ruggine, e ha acquisito una portentosa forza dirompente.
Le traiettorie noir ed essenziali, il lavoro operato per sottrazione che si faceva narcolettico, lento, scuro, sofferto, primordiale, a tratti inquietante, diviene oggi una sarabanda metal infarcita di portentosi riff.

Già dal precedente “Quintale” la strada era chiara: il sepolcro si schiudeva, non più solo insetti e vermi, ma carne viva, sudata, agitata, esaltata da un nuovo ritmo, impetuoso, tumultuoso, profondamente elettrico, una svolta più canonicamente rock che viene oggi confermata nei solchi di “Necroide”.
E’ una “Danza macabra” tesa a schiudere i “Cofani funebri” e far resuscitare tutta la storia che finora era rimasta “Sepolta viva”. Oggi i Bachi da Pietra voltano pagina in maniera definitiva, suonando con vigore e gridando al mondo “Black Metal il mio folk”.

Assistiamo così al consolidamento del processo evolutivo che ora partorisce titoli imprevisti come “Tarli mai” e persino divertenti e geniali come “Slayer & The Family Stone”. Succi è stupefacente nel passare da un registro vocale all’altro, muovendosi senza problemi fra un falsetto e uno scream, le chitarre macinano alla grande, il drumming è a dir poco granitico.
La nuova veste funziona, magari le scelte sonore risultano più “già sentite” rispetto al malessere che trasudava dai primi dischi, decisamente più personali e particolari, ma è una trasmutazione necessaria, per evitare di ripetere sé stessi all’infinito, e confermarsi protagonisti musicalmente singolari all’interno del panorama indipendente italiano.

Non tutti gradiranno, e non sempre il gain del distorsore può rivelarsi direttamente proporzionale alla qualità espressa, ma fra martelli pneumatici inarrestabili (“Fascite Necroide” e “Feccia rozza” sono metal sin nel midollo) e “ballad” di grandissimo valore aggiunto (“Virus del male”), “Necroide” saprà dare ancora tante soddisfazioni sia ai due protagonisti, sia ai fan che non possiamo non prevedere in costante crescita, a seguito della svolta decisamente più fruibile nel sound della band.
E’ tutto un trionfo di riff rock anni 80 (“Voodooviking”), e nonostante qualche momento prescindibile (avremmo evitato quel vocoder su “Apocalinsect”, che vuole essere una sorta di esperimento soul metal), queste nuove undici tracce si impongono come altro significativo tassello all’interno di un percorso artistico che va facendosi sempre più “esplosivo”.

(23/09/2015)

  • Tracklist
  1. Black Metal il mio folk
  2. Slayer & The Family Stone
  3. Fascite Necroide
  4. Tarli mai
  5. Voodooviking
  6. Apocalinsect
  7. Virus del male
  8. Feccia rozza
  9. Cofani funebri
  10. Sepolta viva
  11. Danza macabra
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