Twa Corbies

The Clamouring

2015 (Bollebouz Tontrńger) | neo-folk, folk noir

Ci sono due corvi che dal ramo di un vecchio albero rinsecchito osservano un corpo disteso esanime sotto di loro: è quello di un cavaliere morto misteriosamente e soltanto in tre sanno che è lì, a parte i due cauti osservatori: il suo cane, il suo falco e la sua dama. Uno dei pennuti puntualizza, però, con gioia e un pizzico di sarcasmo, che in quel momento nessuno dei "fidi" compagni del signore deceduto è lì a vegliare la salma. I necrofagi rapaci, affamati, si avventano su quel (poco) fiero pasto.

Questa è la sinossi di Twa Corbies, un canto tradizionale scozzese che traspone in forma cinica la nota - e romantica - ballata inglese The Three Ravens. Uno dei due neri volatili di questo progetto è Tony Wakeford, titolare di almeno una mezza dozzina di moniker fondamentali dell'ambito neo-folk: Sol Invictus quello principale. L'altra creatura nerofumo è invece il meno conosciuto autore tedesco Gernot Musch: se Pilori e :Golgatha: vi dicono qualche cosa, allora sapete di chi stiamo parlando. Dopo aver suonato lungamente insieme, i due “loschi figuri” hanno deciso, dunque, di dar vita alla loro prima incisione.

Missione? Dare nuova linfa al folk cosiddetto apocalittico, genere che ha visto la sua età d'oro negli anni Novanta e che non si è mai rassegnato a scomparire del tutto, sorretto - a volte anche egregiamente - da due mostri sacri come Douglas P. e David Tibet, i quali ne hanno dapprima codificato e in seguito modificato i canoni principali.
Tony Wakeford, da sempre il terzo incomodo del tradizionale filone, dopo l'insulso  “Once Upon A Time” (uscito nel 2014), compie, invece, con questa nuova release un passo in avanti, facendo al contempo un balzo temporale all'indietro di almeno vent'anni: il disco funziona piuttosto bene, in canzoni come "A Fool In April", "The Hand Of God", "She Descends", "No Bosses", ritornano le emozioni di quel suono diretto e poco elaborato che era la meravigliosa "trovata" di dischi fondamentali come "In The Rain", "King And Queen" e "Trees In Winter" (tutti del Sole Invitto wakefordiano).

La sei (o dodici) corde, attraverso la semplicità di ipnotici arpeggi circolari, sviluppa (quasi) da sola una tensione emotiva che trascende ogni inutile arrangiamento, mentre le voci, singolarmente o insieme, rafforzano un pathos già di per sé alto. Gli undici brani hanno la luce e i chiaroscuri della migliore musica autunnale, irradiano il calore, tiepido e umido, del primo mattino, quando la rugiada illumina l’erba sempreverde di quelle incantate terre del Nord Europa, da sempre motivo di orgoglio per questi vecchi cantori della tradizione.

(04/10/2015)

  • Tracklist
  1. Is There A Heaven?
  2. Tower of Babylondon
  3. A Fool In April
  4. See-Saw
  5. Dresden Heather Song
  6. The Hand of God
  7. Dark And Drublie Days
  8. She Descends
  9. Leaving Macclesfield
  10. No Bosses
  11. Laughing
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