Tyondai Braxton

HIVE1

2015 (Nonesuch) | elettronica sperimentale

Un paio di giri sulla giostra dei Battles sono bastati al figlio d'arte Tyondai Braxton per capire che la sua strada non poteva essere quella del rock, per quanto progressivo e “sperimentale”. La vocazione che ad oggi caratterizza la maggior parte della sua produzione è la stessa che lo portò a incidere le prime, ormai lontane prove d'avanguardia per chitarra e voce (“History That Has No Effect”) e in seguito, restando in casa Warp, il più divertito collage elettronico “Central Market”. “HIVE1” segna il suo esordio sull'emerita label Nonesuch, ben sei anni dopo l'ultima prova da solista.

Il materiale originario fa parte di un lavoro commissionato a Braxton jr. due anni fa dal Guggenheim di New York, nell'ambito del trentennale programma “Works & Process” dedicato alla dimensione performativa: un contesto nel quale risulta fondamentale il dialogo a stretto contatto col pubblico, per comprendere a fondo i processi creativi e le dinamiche delle nuove arti.
Non stupisce, perciò, che il passaggio al formato esclusivamente audio abbia inficiato la resa dell'opera nel suo complesso, che inizialmente prevedeva – oltre al sound design di Braxton – un'installazione architettonica luminosa e un ensemble di strumenti acustici dalla Wordless Music Orchestra (già partecipe in “Central Market”).

Il progetto di narrazione multimediale-sensoriale viene dunque riversato in un album che tenta di sfruttare le potenzialità dei canali stereo per restituire l'effetto “alveare” del titolo: texture digitali che spaziano da bassi e percussioni tribali alla Shackleton a scomposti battiti idm, attraversando brevemente un litorale ambient techno (“Amlochley”) o un elettro-drone ad alta quota (“K2”).
Ha davvero le sembianze di una macchina sonora in piena attività, per metà programmata con cura certosina e per metà affidata al caso, con cellule sintetiche che vanno disperdendosi agli angoli della superficie acustica.

Ma, a onor del vero, se non conoscessimo la genesi dell'opera, “HIVE1” ci parrebbe come un patchwork di elettronica astratta, un meccanismo che vuole disperatamente essere artsy ma troppo sovente rimane inceppato tra i suoi stessi ingranaggi, senza trovare soluzioni davvero apprezzabili né tantomeno una direzione precisa al concept. Riuscirà Braxton a lasciare una traccia tangibile nella scena contemporanea, al netto dell'illustre cognome che porta con sé?

(12/05/2015)

  • Tracklist
  1. Gracka
  2. Boids
  3. Outpost
  4. Studio Mariacha
  5. Amlochley
  6. Galaveda
  7. K2
  8. Scout1


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