William Ryan Fritch - Revisionist

2015 (Lost Tribe Sound)
baroque chamber-pop

Nell’avvicinarsi all’ultimo album del compositore americano William Ryan Fritch, si avverte tutta la gravità di un progetto artistico che è andato ingigantendosi lavoro dopo lavoro, e che vorrebbe trovare compimento nella complicata, lirica estetica di questo “Revisionist”, del quale anche la voce umana diventa finalmente parte integrante.
Tutto il disco, le dissonanze di mistico rumorismo e le frammentarie impressioni melodiche e vocali sono per la maggior parte eseguite da Fritch, con l’aiuto sporadico di collaboratori come Benoit Pioulard, Origamibiro (Tom Hill), DM Stith ed Esmé Patterson.

Fa specie e si riflette nel risultato finale, appunto, una creazione così babelica, formulata però da un solo uomo, che opera sia nel campo di un’emotività che tende all’astrattismo (le armonizzazioni sospese e post-moderne della scenografia polverosa di “Winds”), che di una più plastica maestosità barocca, per quanto sempre indefinita (la title track, “In Denial”).
La forma data alla sperimentazione in “Revisionist” forse deriva anche dalla collaborazione meno segnalata ma più presente, quella con Jon Mueller dei Volcano Choir, e infatti il disco piacerà sicuramente ai cultori della deriva avant di Justin Vernon (“Gloaming Light”, il featuring con DM Stith, ospita un simile spirito che mescola R’n’B e musica da camera, alla maniera anche di Ludwig-Leone).

Privo però della tensione spirituale, per dire, di un Antony Hegarthy, “Revisionist” accusa soprattutto le sue maggiori pretese artistiche, che non reggono decisamente il confronto con l’impianto piuttosto classico del songwriting.
Un disco interessante più per ciò che avrebbe potuto essere che per quanto, in effetti, è.

Tracklist

  1. In Denial
  2. Revisionist
  3. Winds feat. Benoit Pioulard
  4. Heavy
  5. Unholy Frames feat. Origamibiro
  6. Imposters
  7. Infant Sight
  8. Gloaming Light feat. DM Stith
  9. Thankless Deeds
  10. Still feat. Esme Patterson

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