I Dottori

Poesia & Veleno

2016 (Seahorse) | alt-rock

A quattro anni di distanza da “Canzone perfetta”, l’album che decretò l’italianizzazione della loro ragione sociale (i due precedenti Ep erano usciti a nome Doctorbrain), torna il quartetto laziale, una delle migliori realtà del sottobosco musicale nazionale.
In “Poesia & Veleno” la cura certosina per lo sviluppo armonico resta sempre in primo piano, ma la scrittura si è fatta ancora più matura, intenta a ricercare nuove strade espressive, concretizzandosi in canzoni semplici e dirette, che arrivano al punto senza troppi fronzoli, colpendo al cuore e fissandosi in testa.

Nelle corde de I Dottori si conferma tanto l’approccio “da stadio” tipico dei Muse, condito degli opportuni arrembaggi chitarristici (date un ascolto al solo di “Marilù”) quanto l’attenzione per la melodia mutuata dalla tradizione italiana (i Negramaro potrebbero essere un punto di riferimento, per la capacità di mediare l’attitudine rock con la canzone nazional-popolare), ma anche qualche lieve deriva verdeniana (“Mario il poeta”), per mantenere saldi i legami con la scena alternativa nazionale.
E’ una sintesi perfetta, in grado di dar vita a una raccolta di potenziali singoli, a partire da “Che senso ha”, di diritto fra i migliori pezzi fin qui realizzati dai ragazzi, passando per “Il suo strano modo di passare l’estate” e “Moquette”, densi di strofe-killer che potreste inconsapevolmente ritrovarvi a canticchiare sotto la doccia.

Lasciato da parte il santino con l’effige di Mike Patton, I Dottori liberano il proprio estro in ritornelli epici (“Marte”) e bridge ad altissimo contenuto emozionale (“Arriva la domenica”), grazie allo sviluppo di testi ricercati ma mai inutilmente intellettualoidi, e alla grande preparazione tecnica.
Il tutto è condensato in brani da tre minuti che non fanno in tempo ad annoiare per quanto viaggiano spediti, nei quali la band ha chiaramente operato per sottrazione, chiudendoli sempre al momento opportuno, senza neanche una nota di troppo.

Piccole storie metropolitane, riassunte in undici tracce originali, più il personale rifacimento di “Un blasfemo”, ripresa da “Non al denaro, non all’amore né al cielo”, uno dei massimi capolavori dell’opera di Fabrizio De André.
Quella di “Poesia & Veleno” è la “canzone italiana” che ci piacerebbe ascoltare su Rds e guardare sul palco dell’Ariston, e scritto nel bel mezzo della settimana che vede passare in tv il vetusto carrozzone del Festival, beh, fa ancora più effetto.

(14/02/2016)

  • Tracklist
  1. Per non farti ammalare
  2. Storia di Gianni
  3. Marte
  4. Che senso ha
  5. Viola
  6. Il suo strano modo di passare l’estate
  7. Marilù
  8. Ridere
  9. Mario il poeta
  10. Moquette
  11. Arriva la domenica
  12. Un blasfemo
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