King Dude

Sex

2016 (Ván) | folk, post-punk, gothic-rock

Il rock è morto o è solo “undead” come Bela Lugosi? Non avendo la pretesa di risolvere l’arduo quesito in questa sede, ci accontenteremo di parlarvi del particolare (folk)rock-undead dell’ultimo album di King Dude. “Sex” è il sesto album di Thomas Jefferson Cowgill, un lavoro intriso fino al midollo dello spirito dannato dell’America profonda, dei suoi fantasmi alcolici e delle sue ossessioni religiose, ma è anche una rappresentazione gotica della rude provincia americana come quella che potrebbe farsi un dark berlinese.
Partito, nei suoi primi album, da un originale e minimale “western” neo-folk, atmosferico e denso di riverberi, King Dude ha pienamente sviluppato la sua particolare “iconografia”, pur variando il suo registro espressivo in una tavolozza che oggi riesce a metter assieme con disinvoltura Johnny Cash, Nick Cave & The Bad Seeds, Chris Isaak, gothic-rock e (mai sopite) suggestioni neofolk alla Death in June.
“Sex” è sorta di meditazione sul sesso, a detta dell’autore ispirata da Lucifero. L’album esce per la label black metal Ván ed è stato quasi interamente registrato dallo stesso Cowgill a Seattle, tranne due brani: “Who Taught You How To Love”, registrato a Los Angeles da Drab Majesty e “Prisoners”, inciso a Berlino da Michael Wollenhaupt (meglio conosciuto come Ancient Methods).

Dopo aver collaborato con Chelsea Wolfe e, più di recente, con Julee Cruise, Cowgill qui si avvale della voce della cantante Foie Gras, che apre e chiude il brano d’apertura “Holy Christos”, mescolando il sacro e il profano, come aveva fatto egregiamente nel precedente album “Songs Of Flesh & Blood - In The Key Of Light”.
La vera sorpresa, nonché gemma nera del disco, è “Who Taught You How To Love”, brano dalle evocative tinte gotiche, quasi alla Fields of the Nephilim, sulla triste storia di un’aspirante star hollywoodiana che echeggia un po’ il recente film di Nicolas Winding Refn, “The Neon Demon”, ma qui il glamour vira decisamente verso il funereo.
Fa da contraltare, la successiva “I Wanna Die At 69”, brano che non sfigurerebbe nella colonna sonora di uno spaghetti-western pronto a trasformarsi in un film sui vampiri, sospeso tra Tarantino e Rob Zombie.

Non mancano cavalcate post-punk come “Sex Dungeon (USA)” e “Swedish Boys”, che dimostrano una grande padronanza della materia, oltre a una grande ironia e una sincera passione per il whisky. Si ascolti a riguardo anche il cabaret surreale e un po’ inquietante di “The Girl”. All’opposto, “The Leather One” e “Shine Your Light” ci trasportano verso il Nick Cave più romantico e ispirato, evidentemente uno dei numi tutelari di Cowgill.
“Sex” è uno degli album più vari a firma King Dude, capace di spaziare tra i generi con una propria personalità e un proprio mood espressivo, come si evince anche dalla cupa strumentale “Conflict & Climax” e da un brano dalle venature post-industriali come l’ottimo “Prisoners”, in cui il Nostro duetta con Foie Gras.

I pipistrelli hanno lasciato il campanile e hanno davanti a loro solo le vaste, ormai decadenti e disperate, praterie americane.

(03/12/2016)



  • Tracklist
  1. Holy Christos
  2. Who Taught You How To Love
  3. I Wanna Die at 69
  4. Our Love Will Carry On
  5. Sex Dungeon (USA)
  6. Conflict & Climax
  7. The Leather One
  8. Swedish Boys
  9. Prisoners
  10. The Girls
  11. Shine Your Light
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