ROBERTO CACCIAPAGLIA - Atlas

2016 (Believe)
neo-classical

“Atlas” è ciò che possiamo considerare un’autentica occasione sprecata. L’idea di voler realizzare un’antologia è senz’altro buona, anche perché Roberto Cacciapaglia ha alle spalle ormai una carriera quarantennale, ma produrre un doppio cd (dalla confezione grafica anche ben realizzata), stipandolo però di tutta la sua produzione musicale recente (diciamo dal 2001 in avanti) e tralasciando completamente i suoi buonissimi dischi degli anni Settanta, è una cosa quanto meno riprovevole.

“Atlas”, infatti, si concentra sugli aspetti più deteriori della sua arte, ovvero quelli di fare un semplice e carezzevole “entertainment” musicale, con dispiego di grandi orchestre sinfoniche (la Royal Philarmonic Orchestra) e di mezzi di registrazione, il tutto finalizzato a una musica neo-classica che sia la più pulita e melodica possibile. Per fortuna non siamo ancora dalle parti di un Ludovico Einaudi o del più corrivo Giovanni Allevi, ma trattasi comunque di differenze di poco conto.

Immaginiamo che i curatori di questa antologia abbiano volutamente omesso di inserire anche un solo breve estratto dal capolavoro “Sei note in logica” (Philips, 1979), proprio per rendere più omogenea la trivialità della musica più recente. L’unico movimento (sui dieci originali) di “Sonanze” (Pdu, 1975) che è stato incredibilmente messo in scaletta, sembra essere capitato là per caso e sfigura dinanzi a tanta melassa musicale assemblata insieme.

David Bowie viene ricordato con una ridondante versione orchestrale di “Starman” (che, nelle intenzioni di Cacciapaglia, dovrebbe addirittura risuonare come un requiem, ma i risultati sono solo pretenziosi). Questo, per la gioia dei fan, ma meno per i veri appassionati della prima produzione del compositore milanese.

Il medley pomposo tra le musiche di Haendel e di Hendrix (“Haendel Hendrix House”) è semplicemente imbarazzante (per non dire osceno). A questo punto, l’inserimento dell’emozionante “The Last Day”, tratta dall’oratorio da camera “Generazioni del cielo” (Fonit Cetra, 1986), appare come un pesce fuor d’acqua, unica vera ancora di salvezza.

Il guaio di Cacciapaglia è comune a quello di altri colleghi a lui affini (tutti coloro che scrivono facili melodie per strumenti acustici o per orchestre, per intenderci), vale a dire quello di prendersi dannatamente troppo sul serio, credendo di essere la reincarnazione di un qualche musicista classico del passato.

Jim O’Rourke, che è sempre stato un grande estimatore di “Sei note in logica”, stenterebbe a riconoscere in queste musiche il compositore che lui invece ha sempre apprezzato.

30/11/2016

Tracklist

  1. Cd 1
  2. 1. Endless time
  3. 2. Oceano
  4. 3. Reverse
  5. 4. Atlantico
  6. 5. Sillaba
  7. 6. Wild side
  8. 7. Prelude
  9. 8. Olimpica
  10. 9. Figlia del cielo
  11. 10. Sonanze
  12. 11. Lucid dream
  13. 12. Fiamme
  14. 13. Dolce mente
  15. 14. Starman (David Bowie)
  16. Cd 2
  17. 1. Mirabilis
  18. 2. Seconda navigazione
  19. 3. Celestia
  20. 4. Canone degli spazi
  21. 5. The future
  22. 6. Floating
  23. 7. Haendel Hendrix House
  24. 8. Luninous night
  25. 9. Sarabanda
  26. 10. Waterland
  27. 11. Double vision
  28. 12. How long
  29. 13. La scomparsa di Giove
  30. 14. The last day

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