Cavegreen

Vita Lucida

2017 (self-released) | dream-electropop, ambient-pop

È proprio un piacere constatare che "Journey Of Return" non è stato un caso isolato, una fuga estemporanea da una carriera magari volta verso altri indirizzi, bensì soltanto l'inizio di una collaborazione che due anni dopo si ripresenta ancora più determinata di prima, con un full-length pronto ad ampliare e approfondire quanto dava vita, dal punto di vista tematico e sonoro, ai quattro brani dell'Ep di presentazione. Il progetto Cavegreen, nato dall'unione creativa di Eleanor Murray e GianLuca Bucci, è qui per restare, insomma, e i nove brani a composizione di "Vita Lucida" esplicitano meglio di qualsiasi altra cosa quale sia l'intesa e la forza della cifra creativa del duo, libero di presentare in chiave più espansa le peculiarità di un'estetica e di un approccio quantomeno singolari, resi ancora più caratteristici in occasione di questa avventura discografica. Lo stupore panico del precedente mini-album scopre quindi il suo lato più selvaggio e impetuoso, mantenendo però intatte le rarefazioni atmosferiche e l'onirismo ambientale da cui aveva tratto le mosse, in un incrocio tra slancio electro e meditazione dream-pop che riesce nell'impresa di far muovere il corpo e smuovere l'anima, traducendosi in un linguaggio che mantiene le distanze da ogni forma di convenzione.

Con la voce di Murray a far da tramite dei testi di Bucci (qui coinvolto saltuariamente anche nell'aspetto canoro), i brani dell'album si fanno nuovamente carico di un profondo contatto con la natura, di un tentativo di comprensione e comunicazione diretta con l'universo e i suoi misteri. Rispetto al fluire più pacato e docile delle tracce incluse nel primo Ep, le suggestioni liriche interpretate dal duo si inseriscono in architetture sonore dettate da maggiore complessità strutturale e da un fastoso parco ritmi, che tramuta le suadenti cornici ambientali di base in stupefatti bozzetti dream-dance, sospesi in una sacca amniotica a cavallo tra estasi e una più tangibile concretezza. Già i rimaneggiamenti operati su due pezzi scelti da "Journey Of Return" (opportunamente modificati anche nel titolo) parlano del nuovo cambio di registro: "Over The Earth" annette alle torride modulazioni electro-ambient di partenza un più sostenuto contributo di batteria e una produzione ancora più attenta a ogni minima variazione di tono o mood, mentre la cadenza più spigliata di "Pacific Clouds" si irrobustisce ulteriormente in un giocoso motivo dream-beat, portando la penna di Murray a ipotizzare notevoli soluzioni pop.

Anche se talvolta l'aggiornamento stilistico si inceppa, e la scrittura quasi retrocede di fronte alle pur ammalianti costruzioni elettroniche (l'impalpabilità melodica della nuova versione di "Sound Tides", comunque compensata da uno splendido effetto produttivo a marea, da cui il richiamo al titolo), nondimeno l'evoluzione della proposta passa attraverso nuovi e suggestivi criteri compositivi, in cui torna ad affiorare talvolta anche l'eterodossa estrazione folk di Murray (il pizzicare delle sei corde nell'inesorabile progressione di "Ancient Like Suns", nella quale la compenetrazione tra uomo e ambiente raggiunge il suo zenit espressivo, in una seconda metà sempre più avvinta da una sorta di mistica afasia).
In tutto questo, la forza incontrastata del legame dipinto dai testi si esplica attraverso commoventi aperture pianistiche, in cui l'intensità del contatto con la bellezza del creato riesce a esprimersi nei confini di una più classica ballata, ma si traduce anche in invitanti spunti electro affini alle cornici synth-chillwave dei Purity Ring o dei CHVRCHES più rilassati, che donano alle linee canore una ricercatezza senza tempo e il fascino di una musa colta nel suo canto più intimo. Quanto a malleabilità e capacità di adattamento, Eleanor Murray non teme alcun confronto.

A grandi falcate, e con tutto il carattere del caso (che può anche sacrificare la resa finale per qualche comprensibile aggiustamento di percorso), i Cavegreen stanno pian piano appianando la strada per imporsi e risaltare nell'affollato sottobosco statunitense. Stile e approccio lirico non difettano loro in alcun modo.

(28/04/2017)

  • Tracklist
  1. Over The Earth
  2. Sun
  3. Witches Dream
  4. Pacific Clouds
  5. You Say You Know The World
  6. Ancient Like Suns
  7. Little Bird
  8. Sound Tides
  9. Odyssey




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