die ANGEL - Yön Magneetti Sine

2018 (Edition Telemark / MirrorWorldMusic)
elettroacustica, free-impro

Difficile dire se e quanto abbia inciso l’improvvisa scomparsa di Mika Vainio (1963-2017), eppure da diverso tempo l’altra metà dei Pan Sonic, Ilpo Väisänen, non si teneva così impegnato nei suoi output collaterali. È di poche settimane fa l’annuncio di un’imminente pubblicazione col (quasi) nuovo moniker I-LP-ON, esordio in dichiarato tributo allo storico collega, ma riemergeva dal silenzio appena un anno fa la seconda incarnazione del duo “esteso” con Dirk “Schneider™” Dresselhaus, Angel – trasposto nel tedesco “die ANGEL” – con una dirompente incursione noise assistita dal prolifico polistrumentista Oren Ambarchi (“Entropien I”, Cosmo Rhythmatic, 2017).

Questo lato della produzione ha sempre costituito un’occasione per esplorare territori lontani dalle algide architetture minimal-techno dei Pan Sonic, rivelando così una sete di sperimentazione e contaminazione decisamente più ampia di quella del duo finlandese, tutto sommato fedele alla propria rigorosa estetica elettronica. “Yön Magneetti Sine” (“onde magnetiche notturne”) conferma addirittura la tensione verso una maggior spontaneità d’azione – a tratti un’autentica visceralità – che si esplica nella registrazione in presa diretta della performance in studio.

Väisänen e Dresselhaus improvvisano gesti sonori a partire da una chitarra acustica, una molla e strumenti auto-costruiti a una corda, amplificati e processati con effetti assortiti. Curioso che i due lo abbiano definito (e provvisoriamente intitolato) come il loro album “blues”, laddove chiunque riconoscerebbe nel risultato la desolazione di un paesaggio post-industriale dalle tinte dark-ambient: ma è così che i nostri, decisamente poco inclini a concessioni poetiche, hanno interpretato l’atmosfera irreale delle notti bianche che d’estate, nella Finlandia del nord e centrale, conferiscono alle vedute urbane e naturalistiche i contorni di un tramonto perpetuo.

Così, in un periodo dell’anno che invita a stare all’aperto per lunghe ore e – dati demografici alla mano – abbandonarsi al richiamo dell’amore, nel cottage di Väisänen echeggiano clangori, radiazioni noise e striscianti ombre elettroacustiche che sovvertono la pacifica esteriorità della provincia di Kuopio, rivestendola idealmente di un’opprimente coltre rumorista nel mezzo della quale i silenzi sanno rendersi persino più inquietanti delle presenze sonore.

Tracklist

  1. – (10:29)
  2. – – (07:24)
  3. – – – (06:47)
  4. – – – – (15:35)
  5. – – – – – (09:01)