Roosevelt

Young Romance

2018 (City Slang) | synth-pop

Due anni fa Roosevelt – moniker di Marius Lauber, dj, produttore e cantante di Colonia - ci consegnò il disco dell’estate. Portava il suo nome e mischiava ritmi house, sintetizzatori languidi e caldi, ma anche una manciata di ritornelli carichi di nostalgia. Una miscela perfetta per le ultime notti di vacanza, da mandar giù danzando, o guardando il ghiaccio dei cocktail colorati sciogliersi poco lontano dalle luci di un dancefloor.
E’ proprio dalla malinconia che Marius è voluto partire per questo suo sophomore, finendo per forza di cose a concentrarsi più sulla scrittura dei testi e delle parti cantate che sulle sezioni ballabili che definivano le varie hit di “Roosevelt”. Anche la scelta del produttore Chris Coady, che Roosevelt ha raggiunto a Los Angeles dopo aver scritto le canzoni nella sua Colonia, sembra mirata ad accentuare la componente nostalgica delle canzoni.

Infatti, recentemente quest’ultimo ha messo mano sui lavori di Beach House e Future Islands, due formazioni estremamente a proprio agio con questo genere di sentimenti. Vero e proprio manifesto dell’operazione è il singolo che ha preceduto il disco, la sabbiosa “Forgive”, condivisa con Washed Out – uno che ha fatto della capacità di evocare ricordi estivi sbiaditi dal sole la cifra stilistica della sua musica. Gran bella canzone, come diverse altre di questa lunga compilation: dodici pezzi per cinquanta minuti tondi. “Under The Sun” è tutta un fiorire di synth che si espandono nell’aria e il suo ritornello una delle cose più appiccicose sentite quest’anno. “Illusion” alza ritmo dei battiti e lascia intravedere colori più nitidi.

Anche “Shadows” ha un bell’andamento, così deciso da far dimenticare molto presto quanto le sue chitarrine funky siano rubate a pie' pari da “Random Access Memories”. Uno dei momenti più languidi del disco è certamente “Yr Love”, deliziosamente giocata su sintetizzatori scioglievoli e in qualche modo debitrice delle dolcezze dei Coldplay di una decina d'anni fa o poco più.
Il sound di “Young Romance” non brilla certo in originalità, ma la produzione iridescente e precisa di Coady lo fa suonare avvolgente e accattivante; quando nella opening track “Take Me Back” i sintetizzatori dell’arsenale a disposizione di Roosevelt vengono accesi uno ad uno, come fossero i motori di un’auto prima di una gara o di un aereo prima del decollo, c’è da rimanere ipnotizzati.

Il disco soffre però la sua grande uniformità. Probabilmente, Lauber non è ancora totalmente a suo agio nello scrivere canzoni vere e proprie – in “Roosevelt” le parti cantate non erano così preponderanti – e così finisce per ripetere quasi sempre la stessa struttura, tanto da farci pensare che una decisa sforbiciata sarebbe stata provvidenziale. Si prova infatti sollievo quando “Getaway”, che del disco è la chiusura, sfoggia toni più notturni – avesse girato “Drive” quest’anno invece che nel 2011, Nicolas Winding Refn se ne sarebbe certamente appropriato – mutando di colpo le atmosfere di un lavoro omogeneo anche in termini di suono.

(03/10/2018)

  • Tracklist
  1. Take Me Back
  2. Under the Sun
  3. Yr Love
  4. Illusions
  5. Losing Touch
  6. Pangea
  7. Lucia
  8. Better Days
  9. Shadows
  10. Last to Know
  11. Forgive (feat. Washed Out)
  12. Getaway


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