Canarie

Tristi tropici

2019 (Porto/Goodfellas) | synth-pop, psych-rock

Sento scricchiolare l'ottimismo della nostra storia
la letteratura come antidoto alla noia
la fiducia che mi dà guardarti mentre ti addormenti
e io sono al volante

A ribaltare il clima gelido di una primavera insolita ci pensano i Canarie, duo composto da Paola Mirabella (Honeybird & The Birdies) e da Andrea Pulcini (Persian Pelican). Una coppia intenta a portare nelle coste una ventata estiva con un primo album pubblicato con Porto Records e distribuito da Goodfellas. “Bolero” ha infatti una trama sonora che si fa subito avvolgente: in poco tempo racconta le prime crepe che si ramificano nella vita di coppia, grazie a una trama imbastita con chitarre acustiche, mellotron e una sezione ritmica più che all'altezza. Da notare subito la scrittura di Andrea Pulcini, nei cui versi si riflettono dei piccoli racconti dalla gemmatura preziosissima:

Amami con le tue mani fredde
Anche d'estate che mi rapiscono
Abbracciami
Il mondo è un mattatoio pieno d'olio
Stringimi forte ancora per un po'

Segue il singolo “Mettimi il dito in bocca”: un brano ritmato dalle sfumature più calde, come dimostra il ritornello killer che intrattiene con mestiere. L'accompagnamento vocale di Paola Mirabella è a sua volta soave e si spalma bene sulla strumentale dalla sensibilità tutta mediterranea, senz'altro tra le punte di diamante del disco. 
Dopo essere passati nella spensierata “Penisola” (con Andrea Suriani al synth), arriva la title track “Tristi Tropici”: terminato il saggio dell'antropologo Lévi-Strauss, il duo affronta un'altra spedizione e questa volta in chiave synth-pop, irradiato così com'è - e in pieno volto - dalla luce del Lucio Battisti latino. Dal passo più lento è “Frigo”, un brano più riflessivo che pare sciogliersi al sole per il carattere più disteso rispetto a quanto attraversato in precedenza. Una ballad sognante che prende una poderosa spinta sul ritornello e grazie all'esplodere delle tastiere. Mirabella e Pulcini si spostano successivamente nell'altra abile ballad intitolata “Sfocata”, la quale mantiene più o meno il sopracitato mood.

“Mammiferi” prende le distanze dalle canzoni più placide per veleggiare verso i lidi artistici del progetto Tame Impala: un'accelerata psych-rock che corre senza fare sosta. Tra gli highlight conclamati di questo esordio troviamo “Veliero”: un affondo che pesca dalle consuete acque battistiane. L'afflato che muove il brano è sicuramente dei più sognanti (e qui il contributo di Mirabella alla voce è dei più funzionali).
Sul finale spicca “Stromboli”, con buona pace dei deliziosi brani “Meduse” e “Lepri trasparenti” (dalle tinte più distese). Il summenzionato ha il pregio di trasportare l'ascoltatore in una dimensione altra, con un attacco iniziale distorto che infiamma un pezzo che ben presto si rivela un sogno a occhi aperti. La presenza di Mirabella (più che una semplice corista), unita alla scrittura mirabile di Pulcini, edifica uno stato di estasi ben preciso fino alla sua conclusione.

Chi è a digiuno di opere del calibro di “Sussidiario illustrato della giovinezza”, e della produzione letteraria di Moravia, potrà senz'altro abbeverarsi da questa fonte negli anni a venire: una sorgente  capace di dissetare gli animi più tormentati.
Paola Mirabella e Andrea Pulcini (penna pop raffinata) sono i responsabili di questo eden musicale chiamato Canarie, una meta che promette un soggiorno confortevole a dir poco, ma che cela al suo interno una certa malinconia che solo i grandi romanzi sentimentali sanno raccontare.

(07/06/2019)

  • Tracklist
  1. Bolero
  2. Mettimi Un Dito In Bocca
  3. Penisola
  4. Tristi Tropici
  5. Frigo
  6. Sfocata
  7. Veliero
  8. Mammiferi
  9. Meduse
  10. Stromboli
  11. Lepri Trasparenti
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