Mayhem

Daemon

2019 (Century Media Records) | black metal

I Mayhem tornano con il loro miglior disco dai tempi di De Mysteriis Dom Sathanas. “Daemon” è pura furia black metal, un lavoro sincero e diretto che sicuramente non scontenterà i fan della band norvegese. Indubbiamente, il peso della storia del gruppo aveva reso l’attesa (come il timore) che accompagna ogni nuova uscita targata Mayhem altissima. Si potrebbe discettare a lungo sui fatti che insanguinarono gli albori del black metal in Norvegia: prima il suicidio del cantante Dead (lo svedese Per Yngve Ohlin), poi l’assassinio del chitarrista Øystein “Euronymous” Aarseth da parte di Varg “Burzum” Vikernes, il tutto sullo sfondo di roghi di chiese ed efferati omicidi che riempirono abbondantemente le pagine della cronaca nera del paese scandinavo. Anche le ultimissime dichiarazioni del bassista, Jørn Stubberud in arte Necrobutcher, sembrano buttare di nuovo benzina sul fuoco, riportandoci direttamente al clima infausto degli anni Novanta e all’omicidio di Aarseth.

Necrobutcher ha dichiarato in un’intervista recente che lui stesso stava andando a uccidere Euronymous a causa delle foto fatte da quest’ultimo al cadavere di Ohlin. Fu soltanto anticipato da Vikernes che all’epoca - ironia della sorte - aveva suonato il basso per le registrazioni di De Mysteriis Dom Sathanas, proprio dopo l’abbandono momentaneo di Necrobutcher. Sono tutte voci che indubbiamente contribuiscono ad alimentare l’aurea maledetta dei Mayhem, rinfocolate dopo le aspre polemiche dovute all’uscita del film “Lords of Chaos” diretto da Jonas Åkerlund (componente della prima ora dei Bathory). Il film è stato molto (forse troppo) liberamente tratto dall'omonimo libro inchiesta di Michael Moynihan e Didrik Søderlind, testo di tutt’altro spessore e serietà rispetto al mediocre film di Åkerlund.

Messe da parte le polemiche e le provocatorie dichiarazioni di rito, rimane la musica. “Daemon”, sesto full-length della band, supera le più rosse attese anche grazie alla diabolica voce di un Attila Csihar pienamente nella parte, unita a una sezione ritmica che vede un inumano Hellhammer (Jan Axel Blomberg) in uno stato d’infernale grazia (molto valida la sua performance anche nel recente album dei Mortem, “Ravnsvart”). Il tutto è accompagnato dalle pressanti line di basso di Necrobutcher e dalle ispirate chitarre di Teloch (Morten Bergeton Iversen) e Ghul (Charles Hedger). Gli ultimi due sono presenti in pianta stabile dal precedente album “Esoteric Warfare”.
“Daemon” esce per Century Media in vari formati: cd, vinile, digitale e box set in edizione limitata e presenta una copertina disegnata dall’italiano Daniele Valeriani. Una perfetta illustrazione per un disco che vuole essere il ritratto sonoro dell'inferno dal punto di vista di un demone. Pur essendovi molti punti di contatto con “De Mysteriis Dom Sathanas”, “Daemon” suona più incendiario e irato che glaciale e terrorizzante. In ogni caso, ascoltando brani come “Worthless Abominations Destroyed” con i suoi diabolici riff che invocano la morte del cosmo attraverso l’energia del caos, si sente come i Nostri abbiano pagato il loro tributo, ideologico e musicale - oltre che di sangue - a quel True Norwegian Black Metal che loro stessi hanno contribuito a creare assieme ai conterranei Darkthrone e a Burzum.

Fin dall’iniziale “The Dying False King” veniamo proiettati in un teatro dove l’espressiva voce dell’artista ungherese si muove tra fantasmi del passato, maligne celebrazioni e ardita blasfemia. “Malum” con le sue evocazioni in latino è un concentrato di pura malvagità che, musicalmente, echeggia anche un classico come “Pagan Fears”. Non può che far venire un brivido l’ottima “Falsified And Hatred”, uno degli episodi migliori a livello di tensione e atmosfera. Pregevole e di stampo old school è anche la sfuriata di “Of Worms And Ruins”, primo brano scritto da Ghul, chitarrista inglese che si è unito ai Mayhem nel 2012.
Il finale con “Invoke The Oath” dipinge scenari apocalittici, un inferno in terra dove trionferanno solo il vuoto insondabile e il silenzio disperato. Le due tracce bonus “Everlasting Dying Flame” e “Black Glass Communion” mantengono altissimo il livello del lavoro, addentrandosi sempre più a fondo nella malvagità che anima “Daemon”.

Il nuovo album però non è un lavoro che guarda solo al passato, pur essendo una sorta di ritorno alle origini. I Mayhem sono stati capaci di aggiornare e far evolvere il proprio sound senza mai rinnegare la loro passione per l’estremo. "Daemon" è il frutto di una band in perfetta sintonia e in grado ancora di annichilire l'ascoltatore. I Mayhem, oltre la leggenda e il mito, reclamano il loro trono in un momento in cui il genere sembra godere di un prepotente ritorno di fiamma e lo fanno con una delle migliori uscite dell’anno.

(31/10/2019)



  • Tracklist
  1. The Dying False King
  2. Agenda Ignis
  3. Red Blood
  4. Malum
  5. Falsified And Hatred
  6. Aeon Daemonium
  7. Worthless Abominations Destroyed
  8. Daemon Spawn
  9. Of Worms and Ruins
  10. Invoke The Oath
  11. Everlasting Dying Flame
  12. Black Glass Communion




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