Pip Blom

Boat

2019 (Heavenly) | guitar-pop

Nonostante Pip Blom sia il nome della cantante e chitarrista al centro del progetto, il quartetto di Amsterdam ci tiene a precisare che si tratta di una band a tutti gli effetti, e non di un manipolo di occasionali turnisti. Del resto, fa parte del gruppo anche Tender Blom, il fratello di Pip, che data la mole del suo contributo, sia in termini di riff di chitarra che di un controcanto che dà colore a numerosi ritornelli, avrebbe meritato qualche credit in più. Tutto è partito però con le canzoni di Pip, che tre anni fa, appena ventiduenne, inondava il web con le sue canzoni scritte, registrate e suonate da sé, raccogliendo copiosi consensi. E quindi che Pip Blom sia.

Deve esserci stato qualcuno di Heavenly tra gli avventori delle pagine social di Pip, dato l’importante contratto offerto dall’etichetta londinese a un gruppo al suo esordio. La fiducia è stata almeno parzialmente ripagata. “Boat” è un disco di guitar pop vivace e divertente, che grazie a ritornelli freschi e diretti, perfetti per questo principio d’estate, ci fa chiudere un occhio sulla quasi completa mancanza di originalità del progetto.
“Daddy Issue” è un’apripista perfetto: riff guizzante che mette di buon umore al primo giro, ritornello facilissimo e tutti su con il volume. Altrettanto appiccicosa e sviluppata sulla medesima struttura è la successiva “Don’t Make It Difficult”, che con un ritornello dolcemente disperato, che pare urlato dalle profondità di un piumone, tradisce il forte debito di Pip verso Courtney Barnett, della quale prende a pie' pari il mood slacker e il modo strascicato di intonare numerose melodie. Un’influenza ingombrante, che appare lampante anche nei momenti più mogi del disco, ovvero le languide “Tinfoil” e “Aha”.
Più originale è il risultato di “Tired”, brano agitato da chitarre bollenti che producono l’esaltante suggestione di una versione al femminile dei Parquet Courts.

Il talento c’è, non poco, e anche la scrittura dei brani, sebbene un po’ ripetitiva, fa il suo dovere. Dovessero i Pip Blom maturare ulteriormente e proporre un suono più personale, ci troveremmo al cospetto di una band pronta a fare il salto da frizzante opening act (ruolo ricoperto lussuosamente per Franz Ferdinand e Breeders) a main act.

(06/06/2019)

  • Tracklist
  1. Daddy Issues
  2. Don't Make It Difficult
  3. Say It
  4. Tired
  5. Bedhead
  6. Tinfoil
  7. Ruby
  8. Set of Stairs
  9. Sorry
  10. Aha


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