Royal Kebab

Good But Useless

2019 (autoprodotto) | power-pop, indie-rock

Dietro la neonata sigla Royal Kebab si cela il songwriting di Giuseppe “Sebi” Filigi, chitarrista storico dei Senzabenza, che ha indirizzato in questo esordio i brani maggiormente orientati verso quella sottile linea che separa il power-pop dall’alt-indie-rock. Siccome non si vive di solo punk (e già ascoltando la discografia della band di Latina si possono agilmente scorgere molteplici influenze) il buon Sebi un paio d’anni fa ha proposto i pezzi al quartetto, inizialmente affidati alla voce maschile di Mauro Castrucci, presto dimissionario, e successivamente alla presenza scenica e vocale di Francesca “Effebi” Bagno, iper-attiva negli ultimi dieci anni e già ospite in “Pop From Hell”, la quale ha portato in dotazione quel tocco di femminilità aggraziata ma al contempo densa di aggressività.

A completare la line-up l’affidabile ed esperta sezione ritmica affidata al basso di Enrico Berardi e alla batteria di Giuseppe Vilardi. In tutto dodici tracce, per le quali se si desidera un termine di paragone plausibile potrebbe essere intercettato negli Skunk Anansie di mezzo, quelli non più troppo estremi, ma ancora non svenduti alla radiofonia più commerciale. Il tutto viene immerso in una coltre di psichedelia light, specie in “Sometimes” e ancor più in “Elevators & Pyramids”, una delle vette del disco, molto Not Moving, con l’apporto alla tastiera Farfisa di Daniele Nonne, in realtà il rifacimento di un misconosciuto pezzo dei Mono, band considerata seminale per il movimento underground nella zona immediatamente a sud di Roma, attiva nei primi anni 80, con tanto di autoproduzioni e fanzine.

Uno dei brani che qualificano il lavoro in maniera determinante è “Scratch Your Back”, piccola hit locale metabolizzata dal pubblico nelle apparizioni live disseminate nel corso dell’ultimo anno. Volgendo lo sguardo ai testi, narrano di ricordi d’infanzia, scambi di favori, disprezzo per le tribute band e inevitabili delusioni sentimentali, con il vero scopo di fornire il miglior supporto metrico possibile alle linee melodiche. Ed è infatti la melodia a vincere, sostenuta da cori, chitarre vivaci e sezione ritmica da rock band consumata. I brani viaggiano che è un piacere, e in un mondo perfetto molti di loro si imporrebbero come potenziali singoloni spacca-classifiche.
It’s only power-pop but we like it!

(19/09/2019)

  • Tracklist
  1. Good But Useless
  2. Hard To Get
  3. Clumsy June
  4. Sometimes
  5. Scratch Your Back
  6. Medium Horizon
  7. Elevators & Pyramids
  8. Stop Stop Stop
  9. At The Count Of 4
  10. The Kids Are Happy
  11. Comin’ Out
  12. Time To Break Up


Senzabenza su OndaRock
Recensioni

SENZABENZA

Pop From Hell

(2017 - RocketMan)
Nuovo album dopo 15 anni per una delle band fondamentali della scena punk-rock italiana

SENZABENZA

Especially For You

(2015 - One Chord Wonder)
L'Ep che segna il ritorno dopo una lunga assenza della flower-punk band laziale

Royal Kebab on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.