"The Other" è il frutto della collaborazione tra il
producer inglese Samuel Kerridge e Taylor Burch dei
Dva Damas. L'album esce per la Downwards di Regis ed è un lavoro che mescola
spoken word a ritmiche sghembe di matrice
techno Idm d'ispirazione industrial. Le basi sono state realizzate un po' sul modello degli ultimi due Ep prodotti da Kerridge, "The Silence Between Us" (2017) e "The I Is Nothing" (2018). La voce di Burch (già collaboratrice di Carmela Lobo nei
Tropic Of Cancer) aggiunge un lato più intimista, cupo e claustrofobico a un lavoro che rallenta la battuta a favore di una dimensione
dark-ambient/post-industrial che viene squassata da derive
Dnb. Il tutto rimanda a un immaginario futuristico distopico di stampo
cyber-punk alla
Clock Dva.
L'album conta sette tracce contigue, da "Transmission 1" a "Transmission 7", che andrebbero ascoltate in sequenza in quanto frutto di un'unica
performance con una propria dimensione narrativa. Il duo sta preparando anche un nuovo spettacolo audiovisivo in collaborazione con la regista londinese Daisy Dickinson. "The Other" sarà presentato come un'unica
performance multimediale al The Lowry Theatre di Manchester nel mese di settembre e al Fabric di Londra in ottobre.
In realtà, l'album porta avanti una collaborazione tra Kerridge e Burch risalente al 2016, già presentata a Londra in sede live sotto il nome di "
The Mysterious Other" nel 2017. "The Other" rielabora parte di quel materiale ed è un passo ulteriore verso l'implosione del nuovo Kerridge, sempre più aperto a una fusione tra
techno industrial e
post-Idm, un
sound che, tra accelerazioni impreviste e brusche decelerazioni, apre a nuove prospettive per gli imminenti anni Venti. Qui il tutto viene ibridato con certe atmosfere d'impronta
darkwave, genere che è entrato prepotentemente anche all'interno di un immaginario elettronico da
clubbing grazie al meritato successo di
act come
Boy Harsher.
"The Other" è un esperimento interessante, una collaborazione tuttora
in progress e suscettibile di future evoluzioni, ma rimane un lavoro che ha la sua ragion d'essere principalmente in una dimensione live collocata in festival sperimentali come il
Berlin Atonal o simili, rispetto al
dancefloor techno o al semplice ascolto in poltrona.