Andy Bell

The View From Halfway Down

2020 (Sonic Cathedral) | psych-pop

Molto schivo sul palco dei Ride, sempre immobile e concentrato sulle sue scarpe e il suo arsenale di pedali, durante la pandemia Andy Bell ci ha svelato la sua anima giocherellona pubblicando, giorno dopo giorno, simpatiche cover casalinghe - pescando anche nel repertorio degli Oasis, presso i quali ha servito come bassista nel loro ultimo periodo. Insieme a questi video homemade, a poco a poco hanno iniziato a emergere indizi e stralci che avrebbero portato a questa sua prima prova solista intitolata "The View From Halfway Down".
Prima di tutto ci ha depistati, con due singoli che non sarebbero stati inclusi nell'album, "Plastic Bag" e "The Commune", ossia due bozzetti di ambient-pop psichedelico, scarni, dimessi, adornati giusto da qualche arco autunnale e spruzzi di elettronica glitch.
Poi è stata finalmente la volta del primo vero antipasto, "Love Comes In Waves": tappeto di tastiere spaziali, chitarra twee su di giri e cantato britpop spaccone come fosse Ian Brown prima di rincoglionirsi. Un'estasi psych-pop contagiosa e radiofonica che ci ha anche fatto capire da quale penna venissero gli esuberanti Ride dell'Ep "Tomorrow's Shore".

Non sempre così sgargianti, se non nella salterina "Skywalker", i toni del disco vertono sempre verso il pop psichedelico degli anni 60 e quello che ne è derivato. Scandita da un gran giro di basso e un ipnotico arpeggio di chitarra, ad esempio, la deliziosa "Cherry Cola" shakera insieme le gemme soliste di Syd Barrett e un piglio cazzone degno del Beck anni 90; mentre la breve "Ghost Tones" lascia che una chitarra acustica si lamenti in cerca di pace su un manto di synth solenni. "Aubrey Drylands Gladwell" sguinzaglia, invece, chitarre supersoniche che lasciano scie nel cielo come l'astronave degli Hawkwind.
Di tutto e di più, insomma ("Heat Haze On Weyland Road" lambisce addirittura zone Warp), meno che il grande assente shoegaze, da rintracciarsi soltanto in qualche sbavatura delle chitarre qua e là.

Non è però del genere più facilmente associabile ad Andy Bell quello di cui in "The View From Halfway Down" si sente la mancanza. Il disco è sempre architettato e, ovviamente, suonato molto bene, risente però di un po’ di maniera di troppo. Alcuni episodi, specie tra quelli in prevalenza strumentali, sembrano tirati per i capelli e, specie se posti a confronto con l'energia irresistibile di quelli più pop, danno a credere che forse Bell abbia sbagliato a indugiare nei primi e non nei secondi. Lo prenda come un consiglio per la prossima volta. Cento di queste "Love Comes In Waves".

(15/10/2020)

  • Tracklist
  1. Love Comes In Waves
  2. Indica
  3. Ghost Tones
  4. Skywalker
  5. Aubrey Drylands Gladwell
  6. Cherry Cola
  7. I Was Alone
  8. Heat Haze On Weyland Road


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