Country Feedback

Season Premiere

2020 (MiaCameretta) | indie-rock, alt-pop

E’ un’occasione sprecata ogni qual volta una band ha il pregio di possedere diverse buone voci, ma sceglie di affidare il ruolo di cantante a una soltanto. Ad esempio, ho sempre apprezzato la dinamicità di formazioni come i Sonic Youth: l’alternanza di tre protagonisti al microfono assicura quello slancio dinamico che altre non possono permettersi. Come del resto nei dischi dei Rolling Stones adoravo il momento nel quale il centro della scena passava a Keith Richards. Sottovalutare queste potenzialità può diventare un imperdonabile peccato mortale.

Scoprire quindi che all’interno dei 7 Training Days, più volte recensiti su queste pagine, ci fosse un bassista con qualità canore sinora ignorate, mi lascia di sasso. Non so dire se ad Antonio Tortorello stesse stretto il ruolo del proverbiale bassista silente, sta di fatto che, sopravvenuto lo scioglimento della band (nella primavera del 2017, a causa di diversi e inconciliabili punti di vista sul percorso da intraprendere) ha tirato fuori dal cassetto un gruzzolo di canzoni che erano in attesa del momento propizio per rivelarsi al mondo.
Tre anni dopo, Antonio mutua dal titolo di una delle più belle canzoni del suo gruppo preferito il nome per il proprio progetto solista, Country Feedback. “Season Premiere” è un esordio nel quale, con fare certosino da vero artigiano della musica, riversa nove tracce autografe, suonate quasi interamente da solo, eccezion fatta per qualche contributo di pochi e selezionatissimi amici, fra i quali vanno segnalati almeno Cristiano Pizzuti dei Black Tail ed Ettore Pistolesi dei Flying Vaginas.

“Stuck That Corn Before You Eat”, il singolo diffuso già da qualche settimana (con inquietante videoclip girato per le strade di Frosinone dallo stesso Tortorello, grande appassionato di cinema ed esperto di tecniche di ripresa) introduce alla perfezione al mood generale del disco, con i fiati di Giulio Bozzo in gran spolvero e la voce esteticamente effettata. E’ il brano che non ti aspetti, che mostra la crescita artistica di Antonio, negli anni impegnato ad ampliare i propri orizzonti. E’ grazie alla sua innata curiosità se oggi può permettersi di inglobare nella propria scrittura elementi etnici e persino jazzy: provate ad ascoltare “Sparkles”, con tanto di twist chitarristico nella seconda parte.

“Love Usually Leads To Trouble” si mostra ancor più diretta, una potenziale indie-hit del circuito alternativo, mentre “It Sounds Like The 90’s” e la successiva strumentale “Bad Habits Die Hard” si spingono sul versante più movimentato, richiamando un vago sapore Depeche Mode.
Nella seconda parte dell’album prende il sopravvento un sottile velo di malinconia, reso evidente delle rilassate “Burning The Midnight Oil” e “When We Were Young”, istantanee sull’etica del lavoro e sul sapore dolceamaro dei ricordi. Fino alla carezzevole “Spring Break Forever”, uno squarcio di luce primaverile nel bel mezzo degli umbratili cieli che osserviamo in questi tempi difficili.

(17/01/2020)

  • Tracklist
  1. Shuck That Corn Before You Eat
  2. Love Usually Leads To Trouble
  3. Sparkles
  4. It Sounds Like The 90’s
  5. Bad Habits Die Hard
  6. Burning The Midnight Oil
  7. Fearless
  8. When We Were Young
  9. Spring Break Forever


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