Glass Animals

Dreamland

2020 (Wolf Tone/ Polydor) | art-pop, hip-hop

A seguito del gravissimo incidente di bicicletta che colpì il batterista Joe Seaward (lesione cerebrale quasi fatale e arduo processo di guarigione), i Glass Animals giungono a pubblicare il loro terzo album dal titolo “Dreamland”, ideale seguito del prezioso “How To Be A Human Being” (2016) e del debutto “Zaba”, datato 2014.
Dave Bayley, leader e frontman del quartetto di Oxford, nella stesura dei brani ha da sempre abbracciato tematiche legate all’immaginario con capacità espressive molto dirette, stese su caleidoscopici e intriganti spirali sonore. Se l’ottimo disco di debutto appariva come una lettura psych-pop (in salsa r&b) di ambientazioni affini a storie quali “Attraverso lo specchio” o “Alice nel Paese delle Meraviglie”, il successivo lavoro discografico, che li ha trasformati in star radiofoniche con tanto di nomination al Mercury Prize, conteneva una nuova raccolta di brani giocosamente letterari, ritraenti vicende di personaggi di fantasia.
In “Dreamland” sono ancora presenti alcune scelte sonore evocative e sensoriali tipiche dei Glass Animals, ma l’affascinante rapporto tra sogno e realtà espresso nei precedenti lavori è offuscato da esplorazioni più dolorose, intime, che Bailey presenta in modo marcatamente diaristico, sacrificando quel brillante e fantasioso vortice colorato (a tratti allucinogeno) che ne aveva contraddistinto il recente passato artistico. E’ probabile che la tragica vicenda di salute patita dal batterista abbia, in qualche modo, direzionato la proposta verso mete più intime, cupe e decadenti.

In tutto il lavoro, Bayley rimane fissato sulle cosiddette fughe carnali, specchietto per le allodole di una realtà più sopportabile. Il sesso, la droga e la fugacità di queste situazioni sono esplorate con consapevole saggezza. Le canzoni sono sempre in bilico tra la dissezione di tali meccanismi e l'offerta di una solitaria via di fuga: i suoni rimbalzanti, le melodie irrefrenabili e la voce malleabile di Bayley sono inebrianti di per sé, smentendo l'idea che queste canzoni siano profondamente consce di quanto sia effimera la felicità di quei momenti. "Your Love (Déjà Vu)" incapsula perfettamente questo concetto, accoppiando un flauto rotante e celebrativi sintetizzatori, simili a suoni di corno, con un testo che recita: "So che vuoi un'altra notte/ E sto tornando indietro/ In questo ancora una volta sola". La relazione descritta è una soluzione momentanea la cui potenza decrescente è trasmessa dal gruppo come avvertimento che il tempo è determinato e che deve essere sfruttato al massimo.

“Dreamland” (il brano) ruota dal raffinato indie-rock all'elettro-pop e all'hip-hop, mettendo colpevolmente in disparte la chitarra di Drew MacFarlane, apparsa, al contrario, in morbida evidenza all’interno delle sonorità bizzarre di "Melon And The Coconut", sminuite, però, da un inefficace effetto autotune.
Le drum-machine TR-808 martellanti e i piatti hi-hat dominano "Heat Wave", che tenta di dare una rinfrescata all’intero processo musicale. "Tangerine" incorpora un ritmo staccato che riecheggia fasti di Drake, mentre la figura di Dr. Dre si palesa nelle sonorità di "Space Ghost Coast To Coast", un chiaro riferimento della West Coast che i Glass Animals manifestano anche grazie al sapiente missaggio di Derek Ali (MixedbyAli). Altra collaborazione di rilievo (Denzel Curry) è da registrare nell’hip-hop boombastico di “Tokyo Drifting”.

Ci sono poi brani come "It’s All So Incredibly Loud” e "Domestic Bliss", che si concentrano rispettivamente sul punto di rottura di una relazione e su una donna che subisce abusi domestici, nei quali un uso poco convincente di dilatate sezioni di archi mina la severa dialettica concettuale dell'album. La svolta interiore di Bayley non è priva d'ironia, ma scrivere di altre persone come accaduto negli album precedenti, aveva regalato un'esperienza più avvolgente, rimpolpando, in luoghi immaginari, storie di individui eccentrici con un intrigo che in “Dreamland” è pressoché assente.
La sterzata sonora, apertasi in modo molto più evidente rispetto al passato verso hip-hop e r&b, resta ancora da affinare e arriva colpevolmente a velare la leggerezza dei suoni e le aperture melodiche fuse nella complessa struttura d’insieme, caratteristiche peculiari dei due ottimi dischi precedenti.

Apprezzabile l’estensione visual che i Glass Animals hanno proposto in sede di accompagnamento. Il film, della durata di circa 45 minuti, è stato realizzato dal chitarrista della band MacFarlane e comprende alcune immagini estratte da home video di Bayley e da inediti scorci riferiti alla carriera del gruppo.
Altrettanto pregevole la grafica del sito web ufficiale, che riprende la linea dell’indimenticabile desktop del sistema operativo Windows 98.

(17/08/2020)

  • Tracklist
  1. Dreamland
  2. Tangerine
  3. ((home movie: 1994))
  4. Hot Sugar
  5. ((home movie: btx))
  6. Space Ghost Coast to Coast
  7. Tokyo Drifting
  8. Melon and the Coconut
  9. Your Love (Déjà vu)
  10. Waterfalls Coming Out Your Mouth
  11. It's All So Incredibly Loud
  12. ((home movie: rockets))
  13. Domestic Bliss
  14. Heat Waves
  15. ((home movie: shoes on))
  16. Helium


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