HUGO RACE - Star Birth / Star Death

2020 (Gusstaff)
blues, instrumental, psych

Nascita e morte. Ascesa e caduta. Rabbia e ricerca della serenità. Difficoltà della vita e prescrizioni per riemergere. Ritrovarsi stretti fra due eventi catastrofici e raccogliere la forza necessaria per uscirne. I drammatici incendi in Australia, il disastro inenarrabile e imprevedibile della pandemia, costruire una strada per continuare a vivere, e per provare a sognare ancora. Hugo Race estrae dal cilindro un progetto ambizioso: due album estremamente diversi, ma fra loro complementari, con un filo conduttore unificante. Ventiquattro canzoni suddivise equamente fra introverso ed eclettico dark blues/psych rock (“Star Birth”) e sperimentazioni (non soltanto) elettroniche (“Star Death”).

Un’opera imponente, giunta in perfetto orario per festeggiare il trentennale d’attività dei True Spirit, attualmente composti, oltre che da Race, da Michelangelo Russo, Nico Mansy, Chris Hughes, Bryan Colechin e Brett Poliness. Un disco compattissimo ma al contempo estremamente variegato, una sorta di racconto in parole e musica del complicato periodo che stiamo attraversando, la visualizzazione di una discesa agli inferi per la quale non è ancora stato sancito il definitivo ritorno.

“Star Birth”, il capitolo più “musicale” dei due, si consuma fra i morbidi ricami acustici di “Darkside”, l’ansiolitica “Embryo”, le ascendenze pinkfloydiane di “Heavenly Bodies”, il blues desertico di “Holy Ghost”, gli spiragli jazzy di “Expendable”, l’angoscia di “The Rapture” e le chitarre tremolanti nel crepuscolo di “Where Does It End”.

Poi si cambia disco e si muta registro, completamente, ritrovandosi immersi in rumorismi e dilatazioni cosmiche, grosso modo le stesse già percorse da Race nel recente progetto Gemini 4. “Star Death” è una raccolta di esperimenti sintetici e prevalentemente strumentali che riescono nell’intento di imprimere un senso di tensione costante, l’ideale soundtrack per un film post-apocalittico nemmeno troppo immaginario. Pianoforte e archi che accarezzano il cuore (“Love Is The Energy”), un battito cardiaco immerso nell’infinità del cosmo (“Virus Of The Mind”), la forza liberatoria del ritmo (“Angels Whostleblowin’”), jazz e ambient (“All We Have Is Love”).

La salvezza è dietro l’angolo, e Hugo Race prova a disegnare una via di fuga dal disastro, certo che dopo ogni fine possa sempre seguire un nuovo inizio.

16/12/2020

Tracklist

  1. 1. Star Birth
  2. 2. Can’t Make This Up
  3. 3. 2Dead2Feel
  4. 4. Darkside
  5. 5. Embryo
  6. 6. Heavenly Bodies
  7. 7. Only Money
  8. 8. Holy Ghost
  9. 9. Everyday
  10. 10. United
  11. 11. Expendable
  12. 12. The Rapture
  13. 13. Where Does It End
  14. 14. Star Death
  15. 15. Divided
  16. 16. Love Is The Energy
  17. 17. Virus Of The Mind
  18. 18. Angels Whistleblowin’
  19. 19. All We Have Is Love
  20. 20. Hungry Ghost
  21. 21. Only Honey
  22. 22. Can’t Make Shit Up
  23. 23. My Little Wars
  24. 24. Etheric Bodies
  25. 25. Gnosis
  26. 26. Spirale

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