Kali Uchis

Sin Miedo (del Amor y Otros Demonios)

2020 (Emi) | alt-latin-pop, reggaeton

Non ha certo peli sulla lingua, Kali Uchis. Né tantomeno appare intimidita da pudori di troppo, a partire dal modo in cui gestisce la propria immagine col fare pruriginoso di una glamour model da Pagina 3 del Sun. Tempo fa s'è pure esibita come ospite musicale ai PornHub Awards, perché i Grammy da soli non bastano più.
In questo esibizionismo sui social e abbigliamento fetish, l'ascoltatore meno attento può benissimo confondere la ragazza con una delle tante starlette in cerca di abbonati nell'era di OnlyFans, ed è un peccato perché "Sin Miedo (del Amor y Otros Demonios) ∞" fa nuovamente centro pieno. Ventisei anni e una carriera ben avviata, Kali si muove già in totale autonomia, seguendo un percorso artistico talmente ben chiaro nella sua testa che può quasi risultare alienante - dopo tutte le moìne ricevute dal mondo anglofono col precedente "Isolation", pubblicare un disco cantato totalmente in madrelingua spagnola è una chiara dimostrazione del suo volere oltre ogni compromesso.
 
Non disperino comunque i fan della prim'ora; per quanto anticipato da un paio di singoli dai sapori propriamente reggaeton - "Aqui Yo Mando" e "la luz (Fin)" - il disco infatti si stacca quasi subito dal solito pattern ritmico per andare a posarsi su una serie di languidi ed eleganti motivi latini dalla produzione assolata e avvolgente. Il breve minutaggio del lavoro, la buona sequenza delle tracce e una serie di ospiti mai eccessivamente fuori posto contribuiscono a creare un ascolto sensuale e vaporoso ma melodicamente sempre molto appagante.
Ancora una volta, insomma, Kali si cuce addosso l'abito adatto, crea l'atmosfera necessaria per irretire l'ascoltatore e poi gli riversa nelle orecchie tutto il suo mal d'amore e i suoi demoni interiori. Il sesso adesso appare quasi come un inconveniente, quel collante che tiene appiccicati assieme gli inestricabili problemi amorosi dell'autrice - vedasi l'amarezza incattivita con cui "la luna enamorada" inaugura l'ascolto:
¿Y tú qué pensaste? ¿Que yo me iba a echar a morir?
La venganza es dulce, ¿sabes? (Dulce, dulce, dulce, dulce, dulce)
Muy dulce
Si fa in un attimo a perdersi sul fondale di una femminilità ferita ma pronta a uccidere in difesa; "vaya con dios" è come la "Glory Box" dei Portishead sollevata di peso da un paio di braccia nerborute e poggiata sull'altare della rassegnazione dopo una cocente delusione, ma "no eres tu (soy yo)" ne è l'esatta controparte offensiva, con Kali nei panni di una spietata rubacuori col coltello dalla parte del manico.
In omaggio alla celebre cantante cubana La Lupe, definita dagli amanti come la Regina del Soul Latino, Kali riprende "que te pedi//" e la interpreta con fare intenso e struggente ma senza scimmiottare l'originale, in un rimando generazionale tra donne calate in dinamiche diverse, eppure legate assieme da un'intesa universale.

Semplicemente squisite "telepatía" e "quiero sentirme bien", due confetture di parco electro-pop sbavato di chillwave. Le ritmiche reggaeton dei singoli, e di "te pongo mal (prendelo)", vengono imperniate su sparuti hook da sudaticcio club urbano ma anche lavate con un minimalismo che in certi frangenti lambisce le spiagge deep di Dj Python e del nostro Populous. Insomma, ovunque si posi l'orecchio, "Sin Miedo (del Amor y Otros Demonios) ∞" mostra una cura calibrata al dettaglio, un ascolto di pop latino sicuramente alla moda ma capace di andare oltre i soliti stereotipi associati al genere. Il vibrante finale folktronico di "ángel sin cielo", infatti, chiude il tutto con una nota di moderno decostruttivismo.
 
Della (brutta) foto di copertina - più appropriata forse ai frequentatori del giro PC-music - possiamo quindi tenerci solo le varie sfumature di rosa pastello che vanno dall'intenso allo sbiadito e descrivono cromaticamente un disco ripieno di intimità, desideri e tristezze assortite. Pur senza toccare tutti i colori della tavolozza sonora di "Isolation", Kali Uchis è nuovamente riuscita nell'impresa di montare in piedi un ascolto di tutto punto, giocato su sottrazioni sicuramente evanescenti ma che non mancano mai di illustrare una personalità ben distinta.
Ci vogliono svariati ascolti per entrare nel cuore del lavoro, un po' come spostare con mano velo dopo velo per giungere alla visione di una carne calda e pulsante ma sempre pronta a tirarti un calcio nei denti se non le paghi il giusto rispetto. La dimostrazione che, sotto tutto quel trucco e quelle tette che sembrano sempre sul punto di detonare dentro a reggiseni troppo striminziti, Kali Uchis rimante un talento peculiare, al contempo delicato e pungente, e musicalmente la ragazza è alquanto preparata. Cosa di non poco conto, aggiungerei, in quel purgatorio che è il mondo del reggaeton commerciale da esportazione e dell'esibizionismo semi-pornografico su Instagram fine a sé stesso.

(27/11/2020)

  • Tracklist
  1. la luna enamorada
  2. fue mejor feat. Partynextdoor
  3. aguardiente y limón
  4. Aquí Yo Mando feat. Rico Nasty
  5. vaya con dios
  6. que te pedí//
  7. quiero sentirme bien
  8. telepatía
  9. de nadie
  10. no eres tu (soy yo)
  11. te pongo mal (prendelo) feat. Jowell & Randy
  12. la luz (Fin) feat. Jhay Cortez
  13. ángel sin cielo




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