Liam Gallagher

Mtv Unplugged

2020 (Warner) | acoustic, britpop, alternative

Analizzare una nuova uscita di un’artista come Liam Gallagher nasconde numerose insidie. La valutazione potrebbe essere contaminata dall’importante background artistico, insinuando qualche tentennamento, qualora ci si trovasse di fronte a un lavoro deludente. In questo caso, il fumantino Liam agevola ogni tipo di osservazione, pubblicando un convincente documento dal vivo, reso ancor più impervio dall’arrangiamento acustico e orchestrale. Si tratta del nuovo capitolo delle celebri “Mtv Unplugged” che riportano alla memoria storiche esibizioni. In realtà Liam, già nel 1996, si sarebbe dovuto cimentare con gli Oasis in un Unplugged di Mtv, ma l’irascibile frontman lasciò polemicamente l’esibizione poco prima di salire sul palco (i detrattori sostengono che lo fece per timore di brutte figure), accomodandosi al tavolo del bar in compagnia di un immancabile boccale di birra a gustarsi il concerto e lasciando lo scettro di voce solista al fratello Noel che, perfettamente a proprio agio, comandò a dovere le operazioni e forse per la prima volta capì di poter procedere con il doppio ruolo di autore-cantante.

Liam Gallagher è sempre stato un performer di carisma assoluto e di personalità eccelsa, qualità che hanno spesso e fortunatamente sovrastato i momenti di grande tormento interpretativo, occorsi durante le sue esibizioni dal vivo. Oltre a famosi episodi accaduti nei live con gli Oasis, sono soprattutto le testimonianze del periodo trascorso con i Beady Eye quelle dove l’ex leader degli Oasis ha offerto prestazioni ai limiti dell’indecoroso.
Con gli anni, come accade per il buon vino, il Gallagher ha indubbiamente allenato e migliorato la propria capacità canora, oltre a essersi costruito un’onorevole reputazione come coautore per la sua carriera solista.
Nell’occasione Liam non ha perpetrato nessun clamoroso abbandono e il concerto si è potuto tenere regolarmente il 3 agosto 2019 nella cittadina britannica di Kingston upon Hull, presso la stupenda City Hall, uno straordinario edificio di inizio ‘900 trasformato in uno spazio eventi. 

Il documento testimonia chiaramente come l’artista abbia fatto evidenti progressi nella timbrica e nella scala armonica che l'ha quasi sempre penalizzato dal vivo. Sostenuto da una sontuosa orchestra di 24 elementi e da un gruppo di tre coriste, Liam Gallagher assieme i suoi fidati turnisti, ai quali si è aggiunto alla chitarra l’ex-compagno Oasis Paul Arthurs (Bonhead), ha selezionato, per l’occasione, un canovaccio che ha attinto sia dal repertorio Oasis che dal suo più recente catalogo solista.
Sul disco sono state incluse solo dieci tracce delle quindici totali presentate durante il concerto, in ordine diverso dalla scaletta proposta per l’evento. L’arrangiamento acustico e orchestrale ha dato grande risalto ai brani marchiati Oasis, quali “Stand By Me”, “Champagne Supernova” e soprattutto “Some Might Say”, con Gallagher che ben figura sulle tonalità crescenti, e una “Cast No Shadow” che probabilmente supera la versione da studio, sia nell’arrangiamento che nell’interpretazione.
La menzione speciale è, però, da serbare per quel piccolo gioiello che è “Sad Song”, la B-side cantata da Noel e inserita solo nella versione in vinile di “Definitely Maybe”, qui impreziosita da una sontuosa sezione archi e cantata per la prima volta da Liam, tra l’altro in modo magistrale.
Spazio ovviamente anche per brani estratti dai due lavori individuali del minore dei fratelli Gallagher.

Intensità e cura contraddistinguono le versioni cameristiche di “One Of Us” e “Gone”, ma è soprattutto la perfetta veste classica indossata da “Now That I’ve Found You” e “Once” a regalare le maggiori emozioni, tutte quante estratte dall’ultimo album individuale “Why Me? Why Not.”. A esse si aggiunge la robusta ritmica ornata dal vivace organo hammond di “Wall Of Glass”, unico estratto dall’album d’esordio dell’artista inglese, “As You Were”.
La distribuzione al pubblico è stata preceduta dalla pubblicazione di una raccolta, praticamente identica sia nella scelta dei brani che nell’allestimento acustico (da studio e senza orchestra) dal titolo “Acoustic Sessions”, che giusto qualche mese prima era già parsa efficace.
“Mtv Unplugged” si lascia preferire alle due proposte individuali dell’artista inglese, grazie ai sempre affascinanti arrangiamenti orchestrali che inquadrano e impreziosiscono, in veste inedita, soprattutto i brani targati Oasis, esaltando la voce nasale e graffiante di Liam, in forma smagliante probabilmente come mai prima d’ora dal vivo.

(05/07/2020)

  • Tracklist
  1. Wall Of Glass
  2. Some Might Say
  3. Now That I've Found You
  4. One of Us
  5. Stand By Me
  6. Sad Song
  7. Cast No Shadow
  8. Once
  9. Gone
  10. Champagne Supernova




Liam Gallagher su OndaRock
Recensioni

LIAM GALLAGHER

Acoustic Sessions

(2020 - Warner)
Cinque canzoni di "Why Me? Why Not." e tre dal repertorio Oasis per l'unplugged del più giovane ..

LIAM GALLAGHER

Why Me? Why Not.

(2019 - Warner)
Archiviata l'avventura Beady Eye, secondo capitolo solista per l'ex-voce degli Oasis

LIAM GALLAGHER

As You Were

(2017 - Warner)
L'esordio solista del più giovane dei Gallagher, tra maquillage sonori e un mondo eternamente ..

Liam Gallagher on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.