Poppy

I Disagree

2020 (Sumerian) | alt-metal, industrial-metal, pop

Bury me six feet deep, bury me six feet deep
Bury me six feet deep, bury me six feet deep
Bury me six feet deep, cover me in concrete
Turn me into a street
Bury me six feet deep, cover me in concrete
Turn me into a street
(le frasi di apertura di "Concrete")

Moriah Rose Pereira è una modella e youtuber, il volto pubblicitario per colossi come Sanrio ma anche un'abile performer che impersona una luccicante, positiva, zuccherosa cantante bubblegum, in fissa con il Giappone, la moda, i social network. Si autodefinisce una "kawaii Barbie child", che è una definizione tanto strana quanto calzante. Il suo gioco è quello di essere un personaggio infantile, la grottesca imitazione di una teenager ultra-fashion superficiale e ossessionata da se stessa e dalla sua social-persona, ma con comportamenti che, nel loro essere sopra le righe, fanno pensare a una sarcastica parodia della deleteria cultura degli influencer.

Più che la disinibita e celeberrima Katy Perry, Poppy ricorda la Ashley O impersonata da Miley Cyrus per la serie-tv distopica "Black Mirror": androide e un po' aliena; sicuramente alienata, inquietante e disperata. Pur con un posizionamento totalmente diverso, che si misura nella distanza fra il mondo adulto dei trentenni e quello infantile dei giovanissimi, ricorda un po' la nostrana Myss Keta: quest'ultima cita come ispirazioni "Caterina Caselli, David Lynch e il Gabibbo", mentre la Pereira deve tutto a "Cyndi Lauper, gli unicorni ed Elvis Presley". Ad accomunarle anche lo spirito dissacrante, quello che fa pubblicare a Poppy un suo personale vangelo, parodia dei testi biblici, nel 2017.

La carriera musicale parte zuccherina e leggerissima, intrisa di richiami dance, k-pop e j-pop nell'esordio "Poppy.Computer" ('17) ma nel corso degli anni quell'immaginario tutto arcobaleni e unicorni si deteriora, con le prime increspature su "Am I A Girl?" ('18) e la svolta di "Choke", un Ep di metà 2019 dove apre con versi come "Help, I'm drowning/ There's nobody around me/ I need someone to save me/ Can you come and take me?/ Help, I'm choking/ There's liquid in my breathing/ I think I'm sinking/ The oxygen is leaking". Il sound è diventato un mostruoso pastiche di industrial-metal, elettronica assordante e violenza nu-metal ("Scary Mask"), che è il vero punto di partenza per questo spiazzante terzo album. Nato a seguito dei contrasti con l'ex-collega Titanic Sinclair, accusato di vessarla psicologicamente, è uno schizofrenico insieme di violenza e melodie trasognate, spesso contrapposte con risultati deliranti.

Il manifesto di questo pazzoide crossover è "Concrete", dove l'infantile e il brutale si alternano in musica e testi, come se una sigla dei Teletubbies si inframezzasse con una mattanza degli Slipknot, oppure come se qualcuno avesse avuto la malaugurata idea di assegnare la sigla di un cartone animato a Devin Townsend. È un succedersi di cariche esplosive stemperate in ritornelli pop, vedi "I Disagree" e "Fill The Crown", con chiari riferimenti al malsano industrial-metal di Nine Inch Nails e Marilyn Manson in "BLOODMONEY", "Anything Like Me" (praticamente un rifacimento di "Beautiful People").
Troviamo anche arrembanti numeri ballabili Prodigy-ani come "Sit/Stay" o sconsiderate mattanze alt-metal quali "Bite Your Teeth". La placida, sognante "Nothing I Need" suona fuori posto, e dunque disturbante, in questa miscela instabile di serenità e disperazione, calma e violenza. Meglio la chiusura con "Don't Go Outside", una lunga, trasognata litania di clangori industriali e riverberi desolanti, sviluppata come una piccola suite prog-metal.

Facile arrivare alla fine dell'ascolto assai confusi: è un album di forti contrasti, di sterzate improvvise e di colpi di scena assortiti. Anche inserita in una carriera a dir poco articolata, che vede la musicista affiancarsi alla youtuber e alla guida religiosa (!), è una collezione di brani che stordisce. Lasciando sedimentare le impressioni, però, emerge una critica caustica a una pop culture in mano a youtuber e influencer, l'esplorazione del contrasto vivido fra il packaging impeccabile e il cuore marcio di un esasperato vivere per apparire, sfoggiare, conquistare. Che Poppy sia destinata a scomparire, dopo questo inaspettato accesso di disperazione e rabbia? Difficile da prevedere, ma se anche l'idea di questo kawaii-metal non trovasse conferme, a noi rimarrà un album come questo "I Disagree", da mettere magari nella stessa playlist di assurdità crossover come Zeal And Ardor.

(23/01/2020)



  • Tracklist
  1. Concrete
  2. I Disagree
  3. Bloodmoney
  4. Anything Like Me
  5. Fill the Crown
  6. Nothing I Need
  7. Sit / Stay
  8. Bite Your Teeth
  9. Sick of the Sun
  10. Don't Go Outside




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