I cori dei fanciulli nell'iniziale "The Mirage", scritta da Jack Barnett quando aveva appena sedici anni, e le manovre orchestrali nella revisione di "Infinity Vibraphones", ribattezzata con l'aggiunta del suffisso "Orchestral Mirror", sono le porte attraverso le quali entrare in questa nuova stanza dagli infiniti specchi. Jack e il fratello George iniziarono a lavorare ad alcune delle canzoni qui incluse durante le
session di registrazione che partorirono "
Inside The Rose", ma per qualche motivo restarono incompiute o furono momentaneamente accantonate, in favore delle nove tracce che finirono nel più recente album del duo.
Il valore di queste composizioni restò per i fratelli Barnett fuori discussione, e quel materiale - ora completato - diviene la spina dorsale per "The Cut". Accanto trovano collocazione alcune versioni remix,
reworking,
alternative take, intermezzi assortiti, bozzetti lasciati allo stato embrionale e persino idee fermate a voce su uno smartphone. In tutto diciannove tracce per oltre un'ora di musica, che completa l'ambizioso e fortunato progetto "Inside The Rose". Fra gli ospiti intervenuti a nobilitare il lavoro, si segnalano le presenze di Ossian Brown dei
Coil, di Andrew Liles dei
Current 93 e della cantante e
producer taiwanese
Scintii.
Dentro "The Cut" emergono sia il lato più tenue e tenebroso dei
These New Puritans (vedi la placida "If I Were You"), svelato senza mai rinunciare a quella tensione che vibra in maniera costante sottopelle, sia le baldorie electro che spezzano la solennità neoclassica del duo, conferendo per una volta un taglio più "popular". Cosa che accade specie in corrispondenza dei
boombastici remix di "Where The Trees Are On Fire" e "Inside The Rose", posti in sequenza nella seconda parte del disco, con il probabile intento di creare una
clubbing section.
Romantici e decadenti, arcani e onirici, i TNP rompono così la propria enigmatica coerenza facendosi (in parte) più estroversi, mischiando folk barocco, modern classical e chamber-pop con forti dosi di elettronica e scenari
balearic lounge (lo Scintii remix di "Beyond Black Suns"). I suadenti intermezzi pianistici ("Infinity Vibraphones Postlude") e le prove in studio inserite ("New Fire") hanno lo scopo di lasciare traccia del processo compositivo del duo, e le riprese ambient dei due "Intro Tape", poste in fondo alla scaletta, chiudono idealmente un'epoca nella discografia della band. Il progetto "Inside The Rose", album apprezzatissimo da pubblico e critica, potrà ora dirsi ancor più completo e compiuto.