Shaggs

Philosophy Of The World (ristampa)

2021 (Light In The Attic) | outsider music

Eccolo là, il power trio più influente di sempre. Non esagero: avete idea di quanto immaginario musicale sarebbe nato morto senza queste tre improbabili capellone, che pure avevano la caratura di un feto abortito? Lo-fi, twee pop, riot grrrl, grunge, forse lo stesso punk: scordateveli. E tutto da una band di sorelline messa su dal padre, come nella più patetica tradizione del pop da classifica, pur con un antefatto da profezia macbethiana.

Che "filosofia del mondo" del mondo è mai questa? Non c'è un concetto che stia dritto sulle sue gambe! I ritmi inciampano, l'accordatura frana, l'intonazione non è pervenuta. La stessa formazione è monca, sprovvista com'è di un basso che avrebbe volentieri riempito quei vistosi buchi. Con il solo precedente dell'anti-bardo Pip Proud (salvo voler scomodare Florence Foster Jenkins), la naïveté esibita ma non rivendicata delle Shaggs è la prima attestazione discografica di una totale latitanza di talento. Volevano farlo, potevano farlo, lo fecero: per una contorta eterogenesi dei fini, una scelta incosciente produce un risultato militante. "Philosophy Of The World" è l'istantanea di una pubblica umiliazione, facendo delle Wiggin Sisters l'ennesimo agnello sacrificale del Sogno Americano, oltre che un'involontaria parodia del fenomeno commerciale per eccellenza: i girl group.

Pur allattate nella absolutely freedom di fine anni 60 (e difatti proprio l'iper-tecnico baffuto di Baltimora diverrà un loro imprevedibile supporter), le Shaggs non avevano nulla a che spartire né con l'intellettualismo dei folksinger, né con l'intransigenza dei freak, né con la spontaneità dei garage rocker. Nella sua scia di cometa irripetuta e ignorata (ma accecantemente luminosa per i telescopi puntati nella direzione giusta), "Philosophy Of The World" è piuttosto un "Velvet Underground & Nico" che, anziché raccontare la vita metropolitana nella Grande Mela ai ragazzi di buona famiglia, accoglie un esercito di teppisti in una casa borghese del New Hampshire. Bisognerà aspettare gli Swell Maps per ritrovare un legame di sangue altrettanto fertile nel dilatare le pareti della propria stanza dei giochi. Sarà un caso che Irwin Chusid pose proprio loro ad aprire le storte danze di "Songs In The Key Of Z"?

Menarsela con esegesi triplocarpiate rasenta il ridicolo: è altamente probabile che le Shaggs non avessero davvero idea di cosa stessero combinando, e pretendere di leggere tra le righe di una visione artistica inesistente è snobismo da bassa accademia. Le dichiarazioni sperticate dei colleghi famosi e i dischi-tributo affollati dei loro presunti/presuntuosi eredi si attestano sulla stessa soglia di credibilità. Proviamo invece ad accoglierla per davvero quella innocenza di cui tanti si riempiono le mascelle, e riascoltiamo le outsider-lullaby di "Philosophy Of The World" con poca testa e tutto cuore. Magari battendo il piede a quei tempi claudicanti, anche solo per constatare che "he always likes to roam".

(16/04/2022)

  • Tracklist
  1. Philosophy Of The World
  2. That Little Sports Car
  3. Who Are Parents
  4. My Pal Foot Foot
  5. My Companion
  6. I'm So Happy When You're Near
  7. Things I Wonder
  8. Sweet Thing
  9. It's Halloween
  10. Why Do I Feel?
  11. What Should I Do?
  12. We Have A Savior
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