Stefano De Ponti _ Lorenzo Peluffo

Punctum

2021 (Falt) | avantgarde, experimental

Frammenti preesistenti raccolti e ricomposti per generare una nuova immagine, significante istantanea atta a raccontare ciò che è percepibile, ma non chiaramente esprimibile. “Il mondo è bello ma indicibile. Ecco perché abbiamo bisogno dell’arte”, dichiarava Charles Simic, rendendo omaggio all’opera di Joseph Cornell, e il senso di questa espressione ben si adatta a descrivere il contenuto della prima collaborazione che vede insieme Stefano De Ponti e Lorenzo Peluffo. Il lavoro dell’artista statunitense, in particolar modo le sue magiche shadow boxes, è d’altronde un esplicito riferimento da cui i due musicisti traggono linfa per creare il loro condiviso universo sonoro.

Frutto di un processo creativo incline a inseguire libere associazioni e suggestioni estratte, oltre che dall’arte visuale, da input letterari e cinematografici, la traiettoria risonante, assemblata annettendo diverse registrazioni raccolte negli anni e composizioni appositamente create, configura un dilatato, eterogeneo flusso di coscienza in lento e graduale sviluppo. Improvvisazioni acustiche, campionamenti, trame circolari ottenute dalla manipolazione di nastri, suoni trovati si succedono definendo un onirico film composto da enigmatiche scene, ciascuna affidata a uno dei due autori, che sembrano non seguire alcuna trama. Tocca al silenzio, gestito quale elemento attivo nel concorrere a definire il ritmo, fungere da fil rouge, elemento ricorrente che tiene insieme le diverse parti di questo sonoro cadavre exquis.

Accompagnati da un costante senso di straniamento, ci si trova a navigare tra ammalianti paesaggi dal sapore mediorientale dipinti dal suono solitario del violoncello (“Ricercare - primo studio per ‘La Tana’”), brumosi intermezzi scanditi da rarefatte stille concrete (“Un mezzo girotondo”) e vorticosi, materici tragitti (“Quiete e turbinio”) impreziositi dalla voce del trombone di Francesca Stella Riva, dal contrabbasso di Massimiliano Chiara e dalle percussioni di Riccardo La Foresta.
Tempo di un profondo sospiro e si riparte attraversando placide frequenze pervase di calda nostalgia (“Rione Furia”), ruvide correnti atmosferiche (“Bollettino del  mare”), sospensioni ludiche (“Intervallo”) e obliqui accenni melodici (“A Sandro”) per approdare a un’espansa, terminale distesa di sature risonanze dall’aura solenne (“Punctum”).

A questo caleidoscopico, irregolare percorso sonico fa eco un altrettanto frammentario ed evocativo itinerario visuale, costruito con il contributo di Vera Trachsel, sommando filmati legati da un’indefinita assonanza, accostamento dal quale scaturisce un poema audiovisivo che esplora le alchemiche combinazioni dell’inconscio.

(28/01/2021)

  • Tracklist
  1. Ricercare - primo studio per “La Tana”
  2. Un mezzo girotondo
  3. Quiete e turbinio
  4. Rione Furia
  5. Bollettino del mare p.1
  6. Bollettino del mare p.2
  7. Intervallo
  8. A Sandro, per dimenticare
  9. Punctum


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