Strange As Angels

Chrysta Bell Sings The Cure

2021 (Kwaidan) | alt-pop

Una visione, un sogno, uno dei più improbabili e imprudenti progetti discografici degli ultimi tempi: la rilettura della musica dei Cure affidata a Marc Collin (Nouvelle Vague) e a una delle muse di David Lynch, la cantante americana Chrysta Bell.
Gli Strange As Angels rubano il nome a un vecchio album-tributo ai Cure del 2003 di cui ben pochi hanno memoria. Marc Collin e Chrysta Bell lo usano come scudo e vessillo nello stesso tempo, un manifesto dietro il quale nascondere inquietudini e intrighi di Robert Smith, una delle personalità più influenti della musica rock.

Archi, percussioni e il pionieristico strumento elettronico Therminovox sono gli elementi della pregevole architettura musicale del progetto, alla quale spetta il compito di annullare quella dimensione temporale, apparentemente inviolabile, agghindando con inedite e inattese emozioni melodie mai consunte dal passare del tempo, alle quali la voce di Chrysta Bell dona una sensualità e un'atmosfera gotica e magica, che catturano le profonde tematiche esistenzialiste e noir della musica dei Cure.
"Strange As Angels" proietta le canzoni di Robert Smith in una dimensione ultraterrena, uno scenario a metà strada tra il cabaret lynchiano e un malfamato music-hall del dopoguerra, tra ritmi modulati con morbide percussioni e tempi di valzer e suoni d'organo che alterano le tonalità agrodolci delle composizioni dei Cure, fino a creare un'intensa sinfonia postmoderna nutrita da melodie dal fascino eterno e immacolato.

"Three Imaginary Boys" introduce la sequenza rispettando la genesi dei brani, "Seventeen Seconds", "A Forest", "The Drowning Man" formano un corpo unico, surreale, onirico. Chrysta Bell asseconda la natura delle canzoni, ne rispetta il fraseggio armonico e lirico e nello stesso tempo le rende diafane, impalpabili, elevando lievemente i toni nella splendida e travagliata "Charlotte Sometimes", uno dei vertici espressivi dei Cure, con un'interpretazione intensa e suggestiva dai toni cinematici.
I tredici brani coprono un arco temporale molto ampio, concludendo con "Lost", tratta dall'omonimo album del 2004, un percorso ricco di insidie ("One Hundred Years", "Dressing Up"), che i due musicisti evitano abilmente centrando almeno un trittico notevole: il languido swing di "The Walk", la diabolica e sotterranea "Lullaby", la cantilenante e pallida "Just Like Heaven".

"Strange As Angels" è un progetto ambizioso, eppur riuscito e privo di punti deboli. Un disco che conferma ancora una volta la genialità di una formula ampiamente collaudata dai Nouvelle Vague, vincente sia dal punto di vista concettuale che da quello concreto.
Un coerente e solido corpo unico che celebra la musica dei Cure, fino a renderla aulica, eterea, immortale.

(08/08/2021)

  • Tracklist
  1. Three Imaginary Boys
  2. Seventeen Seconds
  3. A Forest
  4. The Drowning Man
  5. Charlotte Sometimes
  6. One Hundred Years
  7. The Walk
  8. Dressing Up
  9. Just Like Heaven
  10. A Night Like This
  11. Lullaby
  12. Friday I'm In Love
  13. Lost




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