The Bug

Fire

2021 (Ninja Tune) | grime, uk-bass, ragga

Vi mancavano i riddim arrabbiati di Kevin Richard Martin? Il suo grime incendiario, la dancehall temprata dalle lame di industrial e noise? “Fire” è il disco di cui avevate bisogno, il ritorno solista di un progetto che ha regalato momenti epocali per l'elettronica britannica contemporanea, e che con questo nuovo album non fa sconti a nessuno, nemmeno ai compagni di viaggio. Più nero, coinvolto e furioso che mai, col quinto album a nome The Bug il fu Techno Animal torna a desiderare il lato più viscerale della sua arte, a concupire una fisicità che nelle recenti sortite ambient a proprio nome, così come nei fascinosi panorami poetici a firma King Midas Sound, semplicemente non potevano sussistere. Nella prova più pesante e oscura dell'insetto, tale rabbiosa corporeità, ispirata dall'attuale contesto pandemico e dal governo Johnson, si accompagna nuovamente a un ricco parterre di collaboratori più o meno stretti, che interpretano la furia e l'indignazione politica dei brani seguendo logiche sempre diverse, unite però dal tocco incandescente di una produzione in costante ricombinazione. Ci sarà nuovamente tempo per visioni più contemplative.

Nel mentre che si lascia pervadere dal magma della sua riprovazione, volta per volta indirizzata verso uno specifico nemico, Martin non è mai da solo: come nei precedenti album a nome The Bug, un nugolo di collaboratori, alcuni con lui già da tempo o addirittura dagli esordi (il poeta Roger Robinson, già nei King Midas Sound, Flowdan, Manga Saint Hilare), altri prestatisi soltanto adesso alla causa, si assumono il compito di trasmettere a parole la velenosa dirompenza del producer, tanto avvincente con delle buone cuffie ma che in realtà non desidera altro che esprimersi nei club. Fino a quando non sarà possibile, bombe Molotov quali “Pressure”, la più spigolosa e incupita articolazione che potesse prendere il grime nel 2021, o gli Equiknoxx intossicati di “Demon”, ragga piena di ambiziosi riferimenti biblici, dovranno trovare un contesto ben più raccolto per svelarsi.
Non è poi tutto questo gran problema: si percepisce bene la potenza del fraseggio di “How Bout Dat”, bass music aspra, puntuta, che il flow di FFSYTHO sa rendere ancora più viscerale; allo stesso modo Camae Ayewa trasforma “Vexed” in un esercizio di ringhiante frustrazione, supportato dal ribollire di una produzione che esala miasmi letali.

Inutile cercare di schermirsi: il fuoco di Martin, anche a costo di risultare un po' meno essenziale di quanto potrebbe (la cornice poetica di Robinson, per quanto affascinante e ben recitata, quasi stona con la violenza sonica della restante dozzina), brucia e divampa, pronto a fare piazza pulita di chi promette false speranze e non sa responsabilizzarsi nemmeno di fronte a un mondo sempre più frammentato.
Se già “London Zoo” identificava coordinate simili, “Fire” le esaspera, riverbera le vibrazioni di una ferocia ad esso gemella, con cui procedere di pari passo e ardere l'universo. Chi riuscirà a farvi fronte?

(21/12/2021)

  • Tracklist
  1. The Fourth Day (ft. Roger Robinson)
  2. Pressure (ft. Flowdan)
  3. Demon (ft. Irah)
  4. Vexed (ft. Moor Mother)
  5. Clash (ft. Logan)
  6. War (ft. Nazamba)
  7. How Bout Dat (ft. FFSYTHO)
  8. Bang (ft. Manga Saint Hilare)
  9. Hammer (ft. Flowdan)
  10. Ganja Baby (ft. Daddy Freddy)
  11. Fuck Off (ft. Logan)
  12. Bomb (ft. Flowdan)
  13. High Rise (ft. Manga Saint Hilare)
  14. The Missing (ft. Roger Robinson)


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