Kevin Richard Martin

Sirens

2019 (Room40) | dark-ambient

Ci si approccia sempre con un certo timore a opere che nascono dichiaratamente da esperienze di vita vissuta, elaborazioni artistiche di traumi o vicende sentimentali senza le quali la scintilla creativa non sarebbe forse nemmeno scoccata. E qui, oltre a firmarsi per la prima volta col suo nome di battesimo completo, Kevin Richard Martin (King Midas Sound, The Bug) imprime sulla copertina di “Sirens” l’origine della sua angoscia e della sua speranza, la cinge dolcemente con le dita per esorcizzare il male che la affligge.

Come un puntuale bollettino medico ed emotivo, la tracklist del debutto solista su Room40 ricostruisce le fasi che dalle prime serie complicazioni legate al parto della moglie si estende a ben due operazioni sul neonato nell’arco di un solo mese. Come tradurre in suoni le ore di attesa snervante, il malessere fisico, l’apatia, lo strisciante terrore di un addio prematuro?
Una parvenza d’immobilità, un’oscillazione quasi impercettibile di layer elettronici che si dispiegano orizzontalmente senza mai incontrare punti di svolta apertamente drammatici. È tutto volutamente trattenuto, o meglio sottocutaneo, il sentire di Martin in rapporto ad accadimenti sui quali non si ha reale controllo, non potendo far altro che affidarsi al giudizio e alla mano di professionisti che come missione di vita hanno quella di salvarne altre.
Al barlume melodico dell’incipit – pur’esso in apparenza scavato da un blocco di ghiaccio – segue una serie di variazioni sulla stasi, riversata in un tessuto dark ambient che proprio negandosi a un esplicito descrittivismo interiore ricerca il senso di vuoto per poterne esercitare il controllo, racchiuderlo in un insieme finito che ne conserverà il ricordo una volta lasciata alle spalle la dura prova.

Le pulsazioni dub smorzate (“After The Party”, “Too Much”), le venature rumoriste (“Life Threatening Operation 2”) e le folate di vento gelido che attraversano i sessanta minuti di “Sirens” non riescono a scuotere la persistente sensazione di distacco forzato, un horror vacui del quale occorre liberarsi al più presto per tornare a prendere fiato e riavvalorare quella serenità venuta a mancare d’improvviso. Tutto ciò entro un agire per sottrazione, come i grandi compositori e sound artist sanno fare, lasciando nel sottinteso l’essenziale affinché lo si possa avvertire soltanto in filigrana, ma con la stessa perturbante efficacia.

(24/07/2019)

  • Tracklist
  1. There Is A Problem
  2. Bad Dream
  3. After The Party
  4. Life Threatening Operation 2
  5. Alarms
  6. Too Much
  7. The Surgeon
  8. Mechanical Chatter In The I.C.U.
  9. Kangaroo Care
  10. The Deepest Fear
  11. Necrosis
  12. Loss Of Consciousness
  13. Finnaling
  14. A Bright Future
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