Luca Urbani

Comunque vada successo. Vol. 2

2022 (Gelo Dischi) | synth-pop, elettronica

Sono passati più di trent’anni da quando Luca Urbani ha iniziato a muovere i primi passi nel mondo musicale. I numerosi progetti (Soerba su tutti) e le svariate collaborazioni come autore e produttore per alcuni tra i più importanti artisti italiani lo hanno portato ad agire verso diverse direzioni.
Ciò che invece è stata praticamente una costante di tutte le creazioni utilizzate per la propria discografia è quella voglia di ritornare sempre nella sua comfort zone che lo vede accerchiato dai suoi amati sintetizzatori Korg, Yamaha e Roland, apparati che per lui non hanno più segreti.
Seguendo tale itinerario, a distanza di circa un paio d’anni dalla prima parte e con la collaborazione dello scrittore Roberto Amelio e di Fabio Mittino (chitarre e produzione), il progetto “Comunque vada è successo” avanza nel suo percorso artistico e cronologico che mescola synth-pop, elettronica e istanti dancefloor, sulla falsariga di quanto già apprezzato nel capitolo precedente.

Le riflessioni che Urbani fissa nelle proprie liriche godono sempre di un riconoscibile e rigoroso tratto, volto a esacerbare aspetti esistenziali, consuetudini, ricordi, con quell’intrigante modo un po' naif che sembra quasi assumere le sembianze di un avvertimento o di un diktat: “Siamo nell’epoca dove la ricompensa/ Non viene mai da una fatica ma è una conseguenza/ Di un gioco”, sono i versi che caratterizzano l’opener “Il gioco” e fungono un po' da traino del modus operandi che il cantautore monzese ha impresso all’intero lavoro.
Il singolo “1989” è un puntuale e verosimile excursus in salsa elettropop sul controverso e affascinante periodo in oggetto: “Andava di moda provarci con tutte e con tutti/ Perché il mondo sarebbe finito domani/ Tutto sarebbe finito domani”, mentre le pulsanti scosse elettriche di “Internet” e le linee più dilatate di “Bang Bang” riportano un po' alle sonorità del periodo Soerba.

Gli episodi che si lasciano preferire sono quelli che denotano qualche virgulto d’estro aggiuntivo, come accade negli ipnotici andamenti, a tratti motorik, di “Espande il pensiero”, nelle punteggiate divagazioni di “Anaffettivo” e soprattutto nelle post-depechemodiane fragranze di “La buona società” e “Andare avanti”, quest’ultima decorata con stuzzicanti inserti di chitarra che vanno a confondersi con le plastiche sinusoidi di sintetizzatore.
Immancabile, come capita quasi sistematicamente nei suoi dischi fin dai tempi dei Soerba, un orpello esclusivamente strumentale (“50 ab 43”) che riprende la nomenclatura da lui utilizzata fin dagli esordi per la catalogazione di tali sequenze, etichetta che richiama il nome della sua prima band (50 AB) risalente addirittura alla fine degli anni 80.

In uno scenario che vede il cantautorato italiano trovare i maggiori riferimenti nell’aurea tradizione scritta dagli storici maestri o rapportarsi con la schiera di artisti che ormai anacronisticamente vengono incasellati in una cosiddetta nuova ondata, Luca Urbani prosegue imperterrito sulla propria strada costruita su tanti concetti, detti con poche parole, quelle giuste, che trovano un consono habitat nelle sintetiche sonorità elettroniche da lui forgiate. Un ambiente nel quale il musicista brianzolo sembra innanzitutto divertirsi e quando si vestono abiti a noi confacenti, anche la sensazione esternata comunica fascino e sicurezza.

(21/03/2022)

  • Tracklist
  1. Il gioco
  2. Internet  feat. Fabio Mittino
  3. Bang Bang
  4. Espande il pensiero
  5. 1989
  6. La buona società
  7. Il male resta
  8. Andare avanti
  9. Anaffettivo
  10. 50 ab 43








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