Rancore

Xenoverso

2022 (Universal) | rap

Conta le parole 4, 5, 6
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poi di colpo in 16

Il classe 1989 Rancore, all'anagrafe Tarek Iurcich, è un alieno del rapper italiano. Il suo approccio alla materia è sempre stato sbilenco, seppure il suo talento non sia stato cristallizzato in un istant classic, nonostante alcuni motivi d'entusiasmo fossero presenti già in alcuni brani e in "Musica per bambini" (2018). La carriera frastagliata ha visto un punto di svolta con la doppia partecipazione sanremese, prima in coppia con Daniele Silvestri e dunque da solo, nel biennio 2019-2020.

Distinguibile dal suo flow veloce, ideale per snocciolare testi costruiti con ambizioni letterarie e narrative, ricorda lo spirito crossover di Caparezza e l'erudita ricerca nei testi di Murubutu: più rap che hip-hop, nel senso che della cultura del genere, e del suo slang e dei suoi tropi, c'è ben poco e Rancore usa le rime per articolare i suoi estesi racconti, rimanendo fuori dalla scena e dalle sue dinamiche, tanto da suggerire consonanze con certo cantautorato romano novantiano (Daniele Silvestri, Max Gazzè).

Per il terzo album solista ha scelto un titolo fantascientifico, "Xenoverso", e sviluppato un world building farraginoso ma ambizioso. I 17 brani sono densi di contenuti che sono riversi sull'ascoltatore, costringendolo a un ascolto esclusivo e attivo. La divertente "Federico", per dire, cita a pioggia filosofi e altri geni del passato, a costo di sembrare un bignamino delle superiori.
Il cuore concettuale dell'album è un trittico di lettere dal futuro: la drammatica "Lontano 2036", la tragedia elettro-rap "X Agosto 2048", che cita per intero la poesia di Pascoli (si diceva del bignamino, no?), e soprattutto il rap androide della distopica "Arakno 2100", più "Black Mirror" - "Matrix" che "Scarface" - "Goodfellas".

Dopo averci spiegato come proseguire da qui in poi nel concept, con un interludio di tre minuti e mezzo (!), arriva un brano che conta le sue stesse parole, "Le rime (gara tra 507 parole)": un virtuosismo aritmetico, pienamente nel suo stile freneticamente matematico. Più immediata "Ignoranze funebri", il brano meno cervellotico del lotto.
Si recupera anche "Eden", già ascoltata a Sanremo e apprezzata per il testo, e troviamo anche l'occasione per due duetti: con Nayt per la cupa "Guardie & ladri" e poi per il tentativo più pop, "Equatore", con Margherita Vicario, che coglie l'occasione per un profluvio di luoghi esotici ma non centra il ritornello.

"Xenoverso" è un album strabordante di contenuti, che richiede una certa pazienza. Rancore non trova ritornelli e melodie distensive, tanto che finisce spesso per usare la ripetizione o l'ininterrotta narrazione come espediente comunicativo. Le parole zampillano, quasi aggrediscono, e il suo flow preciso e veloce non aiuta la digestione, perché nel rincorrere lo storytelling sacrifica, come già in passato, varietà e musicalità.
Più che un
concept fatto e finito, questo è uno zibaldone fantascientifico, che fa qualche sforzo per spiegarsi e dispiegarsi, e che ancora una volta non arriva al livello d'eccellenza che pure sarebbe alla portata di Rancore. Speriamo che il prossimo futuro porti ulteriori esplorazioni di questo universo alieno e la definitiva maturità.

(17/04/2022)

  • Tracklist
  1. Ombra
  2. Freccia 
  3. Federico 
  4. Guardie & ladri (feat. Nayt)
  5. Cronosurfisti (Skit)
  6. Lontano 2036 
  7. X Agosto 2048
  8. Arakno 2100
  9. Guerra dei versi (Skit)
  10. Le rime (gara tra 507 parole)
  11. Ignoranze funebri 
  12. Eden (feat. Dardust)
  13. Equatore (feat. Margherita Vicario)
  14. Xenoverso
  15. Questa cosa che io ho scritto mi piace
  16. Io non sono io




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