Sudan Archives - Natural Brown Prom Queen

2022 (Stones Throw)
afro-nu-soul, avant-pop

A tre anni e una pandemia di distanza dal primo album “Athena” (non un esordio vero e proprio, visto che era stato preceduto da un paio di promettenti Ep) Brittney Denise Parks realizza il lavoro della definitiva consacrazione. “Natural Brown Prom Queen” è un disco nel quale la cantautrice e violinista di Cincinnati (il “513” nel titolo dell’ultima canzone si riferisce al prefisso telefonico della citta), da tempo trapiantata a Los Angeles, si conferma fra le migliori nuove artiste di area afro-nu-soul, non certo demeritando al cospetto di altre grandi personalità al momento molto più celebrate.

“Natural Brown Prom Queen” è infatti un disco che non sfigura affatto al cospetto dei recenti lavori di una Beyoncé o una Lizzo, e che impone di fatto Sudan Archives come la più credibile novella Erykah Badu, anche in ragione di una certa affinità vocale (ascoltate “Ciara” e “Yellow Brick Road”, giusto per fare un paio di esempi).
Quindici tracce più tre interludi sono tanta carne al fuoco, ma il disco ha rarissimi momenti di flessione e centra almeno un paio di potenziali tormentoni, in corrispondenza delle ritmate “Selfish Soul” e “Freakalizer”. Non a caso Brittney negli ultimi mesi è stata protagonista in molti dei più importanti festival musicali europei.

Dentro questa opera seconda Sudan Archives propone R&B di grande eleganza (“Loyal”, “FLUE”, “Milk Me”) che sa tingersi di pop multicolorato (i due titoli sopra citati), abbracciare la club culture (“ChevyS10”), stringere alleanze con l’hip-hop (“OMG Britt”, “Copycat”), declamare le proprie radici afrocentriche (“NBPQ”), flirtare con il funky e definire fraseggi jazzy (l’incipit dell’iniziale “Home Maker”, ma ancor più in “Homesick”). Nelle liriche vengono intrecciate tematiche femministe e di genere: si parla di queerness, classe, razzismo, apopartenenza e sesso, sottolineando la libertà di autodeteminazione. E tanto per non dimenticare il proprio strumento di elezione, Brittney in “TDLY” realizza anche l’atteso pezzo di bravura.

Tracklist

  1. Home Maker
  2. NBPQ (Topless)
  3. Is This Real? (Can You Hear Yourself?)
  4. Ciara
  5. Selfish Soul
  6. Loyal (EDD)
  7. OMG BRITT
  8. ChevyS10
  9. Copycat (Broken Notions)
  10. It’s Already Done
  11. FLUE
  12. TDLY (Homegrown Springs)
  13. Do Your Thing (Refreshing Springs)
  14. Freakalizer
  15. Homesick (Gorgeous & Arrogant)
  16. Milk Me
  17. Yellow Brick Road
  18. #513








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