Sunflower Bean

Headful Of Sugar

2022 (Lucky Number) | power pop, indie

Quattro anni di attesa possono essere tanti in quel tritacarne che è l’industria dell’intrattenimento moderna. Specialmente per una band come i Sunflower Bean che aveva giustamente raccolto diversi consensi di critica per i precedenti lavori, ma che sembrava ancora alla ricerca di un suo personale approccio alla musica. Nell’album di esordio “Human Ceremony”, il trio di New York si era fatto apprezzare per lo stile ruvido ma allo stesso tempo disinvolto. Il successivo “Twentytwo In Blue” ne aveva consacrato le qualità tecniche ma aveva in un certo qual modo stravolto il sound, mitigandone gli eccessi e privilegiando un approcccio più armonico e  misurato nella produzione.

 

Nel terzo lavoro “Headful Of Sugar” gli artisti americani virano decisamente verso il pop-rock. I rimandi alla psichedelia e al garage rock sono ormai messi da parte in beneficio di brani in mid-tempo incentrati sulla melodia. Canzoni come "I Don't Have Control Sometimes" e “Post Love” possono facilemente essere apprezzate da un pubblico trasversale per il loro tono scanzonato e allegro (anche se con dei testi non altrettanto gioiosi). Inoltre, anche quando i Sunflower Bean propongono delle sonorità più aggressive, come in “Roll The Dices”, riescono ad agganciare l’ascoltatore con un ritornello ripetuto ossessivamente che potrebbe fare la fortuna di qualche videogioco o di una serie tv.

Non è raro trovare in “Headful Of Sugar” delle idee riconducibili alla musica anni 80. La title track è un synth-pop con molti effetti di riverbero e un buon lavoro sulla chitarra; “Beat The Odds” ricorda molto le atmosfere dei Depeche Mode anche nel cantato. Più attuali, invece, sono i rimandi nella musica di “Stand By Me”, scritta insieme al produttore Jacob Portrait e nell’ottima “Who Put You Up To This?”. Quest’ultima, seppur imbevuta di qualche accenno di dream-pop, appare più legata alla scena indie-rock statunitense odierna. In essa si fondono perfettamente tutte le anime del gruppo. Julia Cumming ci accompagna con la sua voce eterea e ci regala un’eccellente linea di basso, mentre Nick Kivlen svolazza libero con i suoi assoli di chitarra.
Molto solida la batteria di Olive Faber, che tra l’altro ha co-prodotto l’album curandone l’ingegneria del suono. Per lui ci sarà anche modo di mettere in mostra le sue qualità nell’eccezionale finale di “Otherside” dove le sue percussioni si fanno largo in una giungla di sintetizzatori con un’insistente linea d’organo in sottofondo.

In definitiva, seppur con qualche apertura verso il mainstream, i tre ragazzi mostrano di voler mantenere il loro status di gruppo indipendente. In molti aspettavano che questa nuova prova ne avrebbe consacrato il talento, ma il risultato finale non riesce a decollare e inciampa nella sua frammentarietà. Ancora una volta si apprezzano le qualità tecniche dei componenti della band di New York. ma per farle emergere dovranno finalmente trovare un loro modo riconoscibile di stare al mondo.

(23/06/2022)

  • Tracklist
  1. Who Put You Up To This?
  2. In Flight
  3. Otherside
  4. Roll The Dice
  5. Headful Of Sugar
  6. I Don't Have Control Sometimes
  7. Stand By Me
  8. Post Love
  9. Baby Don't Cry
  10. Beat The Odds
  11. Feel Somebody






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