Toro Y Moi

Mahal

2022 (Dead Oceans) | funk-rock, psych-pop

Giro di chiavi, motore che sbuffa un paio di volte prima di mettersi in moto e via che si parte con l'ascolto: come da copertina, "Mahal" non fa segreto di uno spirito on the road, come il più classico telefilm indie nel quale il viaggio d'avventura dello scanzonato protagonista si fa presto metafora del coming of age tanto caro alla cultura americana.
Ma nel caso del trentaseienne Chaz Bear detto Toro Y Moi, questa dolciastra attitudine naif sta assumendo le sembianze di un eterno continuo nel quale la crescita sembra bandita. Neanche la pandemia ha saputo scalfire questi pavidi tepori giovanili e ogni attrito emotivo viene nuovamente smarrito tra montagne di riverbero e canzoncine a malapena accennate. Se in passato la veste glo-fi forniva un'affascinante astrazione lisergica, "Mahal" riparte dalle stesse sessioni della prima svolta rock di "What For?", facendo chiaro uso di chitarre elettriche e ritmi funk su produzione analogica granulosa e psichedelica. Su carta suona pure interessante, ma trovare momenti memorabili è purtroppo impresa ardua e "Mahal" naufraga immediatamente in quaranta minuti tondi di collage sfilacciati che girano a vuoto.

La corpulenta introduzione strumentale di "The Medium", arricchita dalla presenza di Unknown Mortal Orchestra, lascia il posto al caramelloso sax vagamente soul di "Goes By So Fast", creando un contrasto sonoro accattivante ma dalla struttura inutilmente sfuggente. Certamente Chaz è sempre stato più un maestro della suggestione atmosferica che non vero e proprio songwriter; mescolare un bel basso princeiano con la sfiga in lo-fi di Beck fa di "Postman" un motivetto piacevole, ma l'assoluta banalità delle liriche è impossibile da ignorare.
Il piano elettrico della jam soft-rock di "Loop", gli ovattati gorghi di "Clarity", un giro di valzer su "Last Year", il ciondolante bozzetto "Mississippi", tutti momenti scherniti all'ultimo da una presenza vocale incolore e partiture strumentali che non vogliono assumere il ruolo di assolo o farsi davvero protagoniste all'interno del mix. Tornano pure i gemelli Mattson 2 su "Millennium", la conclusiva "Days In Love" azzarda un tocco hard anni 80 ma è presto smarrita nel solito disordine collagista incapace di farsi epico o progressivo: sarà anche una scelta stilistica, ma suona piuttosto come lampante incapacità compositiva.

Inutile negarlo: "Mahal" lascia l'amaro in bocca. A questo punto avrebbe avuto più senso un approdo su Brainfeeder, a fianco di gente come Flying Lotus e Thundercat a esplorare l'hip-hop e il jazz psichedelico in formato davvero free - tutte cose che Chaz peraltro ha già assaggiato con gusto durante il corso della propria carriera, ma che adesso ha riposto nel cassetto in favore di un'ordinaria amministrazione ricucinata con veste appena nuova.
Non che questo ne limiti il campo d'azione, comunque: dal 2017, nella città di Berkeley, in California, il giorno del 27 giugno è ufficialmente il "Chaz Bundick Day", a dimostrazione di un nutrito pubblico indie da campus universitario. E in questo immaginario di moderno idealismo hippie per tardi millennial ansiogeni, la musica di Toro Y Moi ha sempre una propria funzione, un mini-universo nel quale poter fuggire da ogni attrito emotivo. Ma può davvero bastare a fare di "Mahal" un nuovo capitolo degno di nota?

(10/05/2022)

  • Tracklist
  1. The Medium feat. Unknown Mortal Orchestra
  2. Goes By So Fast
  3. Magazine feat. Salami Rose Joe Louis
  4. Postman
  5. The Loop
  6. Last Year
  7. Mississippi
  8. Clarity feat. Sofie Royer
  9. Foreplay
  10. Déjà Vu
  11. Way Too Hot
  12. Millennium feat. The Mattson 2
  13. Days In Love
Toro Y Moi su OndaRock
Recensioni

TORO Y MOI

Outer Peace

(2019 - Carpark)
Sesto album in sicurezza per Chaz Bear

CHAZ BUNDICK MEETS THE MATTSON 2

Star Stuff

(2017 - Company)
Un toro e due gemelli nella cavalcata psych-jazz dello zodiaco 2017

TORO Y MOI

Boo Boo

(2017 - Carpark)
La fuga estatica e trasognata del buon Chaz Bundick aka Toro Y Moi

TORO Y MOI

What For?

(2015 - Carpark)
L'inaspettata svolta "rock" di Chaz Bundick, in arte Toro Y Moi

TORO Y MOI

Anything In Return

(2013 - Carpark Records)
Svolta vagamente "pop" nel terzo disco firmato da Chaz Bundick

TORO Y MOI

Underneath The Pine

(2011 - Carpark)
Nuova patina soulful per il giovane Chaz Bundick, all'atteso secondo disco

TORO Y MOI

Freaking Out

(2011 - Carpark)
Spiazzanti fraseggi eighties e nuove pulsazioni nell'Ep del giovane Bundick 

TORO Y MOI

Causers Of This

(2010 - Carpark)
L'evasione ipnagogica di Chaz Bundick, aka Toro Y Moi, tra battiti sintetici retrò e atmosfere ..

News
Toro Y Moi on web