Geolier

Il coraggio dei bambini

2023 (Columbia/Sony) | trap, pop, hardcore-hip-hop

Na major me dicette: 'Tu hê 'a luá ’o dialetto a mmiezo'
Comme faccio? A chesta gеnte chi c''o spiega?

Il secondo album del ventiduenne Emanuele "Geolier" Palumbo, a più di tre anni da “Emanuele” (2019), si inserisce nell'onda lunga dell'hip-hop campano ma anche in quella terra di mezzo pop-trap che ha monopolizzato il mainstream nostrano. Le storie criminali delle strade della sua Secondigliano, ancora una volta richiamando i Co'Sang, si alternano alle riflessioni emotive di un giovane che guarda al quartiere mentre aspira a scalare una scena italiana sempre più internazionale. Non a caso, l'intero album alterna molto dialetto e un po’ d’italiano, ma è prodotto con in testa un sound globale.

 

"Il coraggio dei bambini" prova a mantenere l'equilibrio puntando sull'abilità di Geolier di suonare, alla bisogna, intimista e aggressivo, adattabile al testo sentimentale e alla trap più truce.
Nel racconto della strada prevale la narrazione dolorosa sull'apologia criminale di tanti colleghi, a ribadire che rimane sempre la scelta degli individui a determinarne la condotta morale. Lo esprime al meglio "Ricchezza":

Nu guaglione me facette spará
Jеtte â casa, c''o dicette a papà
Isso ricеtte: "Nn'ce vonno 'e palle a ffá 'e reate
Ce vonno 'e palle a faticá"

Lo ribadisce “I Am”, racconto di una vita rovinata di chi ha trascorso vent’anni in carcere, rinunciando a tutto per far parte del “branco”. Anche “In trappola” (con Lele Blade), prosegue questa narrazione, con una sfumatura più intimista, mentre “Non ci torni più” (con Paky) affonda nella disperazione nera dei detenuti.
Il rapper si adatta bene a beat più classici (il conscious di “Poco/troppo”; i pezzi da primo Kanye West di “Money” e “Give You My Love”) e trap infuse di autotune (“Lonely”; “Napo****no”) o declinate secondo la più recente piegatura street (“Maradona”; “Niente di speciale”; “Nun se ver” con un Guè in grande forma). Prova anche un pezzo in levare, “Here I Come”, quantomeno buono per rinfocolare l’attenzione di una scaletta di ben 18 brani, fin troppi.
Per quanto sia un album non sia particolarmente incline ad assecondare l’algoritmo di Spotify, a partire dall’uso diffuso del dialetto, non mancano potenziali hit, su tutte la melliflua “Chiagne” (con Lazza e Takagi & Ketra), con l’abusato espediente del doppio ritornello napoletano-italiano. Le collaborazioni non ancora citate sono invece deludenti, dallo Sfera Ebbasta adolescenziale di “X caso” al pop-trap con un ritmo latineggiante di “Monday” (con Shiva e Michelangelo).

 

Geolier sa raccontare, con personalità e poca retorica, la vita delle strade di provincia, i suoi drammi e le sue contraddizioni. Quest’aderenza al reale dona una street-cred che tanti colleghi non possono vantare e che lui consolida con “Il coraggio dei bambini”, anche al netto di qualche ammicco pop. La seconda parte dell’album, però, sovrastima l’ispirazione e annacqua quel racconto duro e crudo, anche emotivo e introspettivo, che è il cuore pulsante dell’opera. Ironicamente, è mancato il coraggio di produrre un album con ancora meno compromessi.

(25/01/2023)

  • Tracklist
  1. Ricchezza
  2. Poco/Troppo 
  3. X caso (feat. Sfera Ebbasta) 
  4. Me vulev fa ruoss 
  5. Lonely 
  6. Nun se ver (feat. Guè) 
  7. Monday (feat. Shiva & Michelangelo)
  8. Money
  9. Maradona
  10. I Am
  11. Napo****no
  12. Niente di speciale
  13. Come vuoi
  14. In trappola (feat. Lele Blade) 
  15. Here I Come 
  16. Chiagne (feat. Lazza e Takagi & Ketra)
  17. Non ci torni più (feat. Paky)
  18. Give You My love – 2:40


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